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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

71° anniversario dell'eccidio di Schio. La città commemora la strage partigiana


A 71 ANNI DAL MASSACRO PARTIGIANO E DALLA RECENTE MEDAGLIA ALL'ULTIMO DEGLI ASSASSINI IN VITA, RICORDIAMO SCEVRI DA OGNI SENTIMENTO DI ODIO

Nella notte tra il 6 e il 7 luglio del 1945 un gruppo di partigiani della Divisione garibaldina "Ateo Garemi", capitanata da Piva Igino e Bortoloso Valentino (quest'ultimo ancora in vita e noto altresì per la recente polemica sul riconoscimento del Governo per meriti nella lotta della Resistenza), irruppe nelle carceri mandamentali scledensi uccidendo a colpi di mitraglia 54 persone, tra cui 14 donne (la più giovane di 16 anni e una pare in gravidanza). 
Nella mattanza ne vennero ferite numerose altre, mentre alcuni detenuti coperti dai corpi dei caduti si salvarono indenni. 

Va detto che dopo un'approssimativa cernita, che suscitò contrasti tra gli stessi fucilatori, alcuni proposero che fossero risparmiate almeno le donne, che in genere non erano state arrestate per responsabilità personale ma solo fermate per legami personali con fascisti o per indurle a testimoniare nell’inchiesta in corso. 
Fu proprio il Bortoloso in arte “Teppa” ad opporsi dicendo: “gli ordini sono ordini e vanno eseguiti“, non disse da chi provenivano gli ordini, e non fu mai accertato, nonostante un processo apposito nel 1956.
A mattanza terminata i "soccorritori" trovarono il sangue che colava sulla scala e sul cortile, arrivando fino sulla strada. La "giustizia" partigiana si era compiuta.
Come accade da oltre vent'anni la nostra Comunità militante ricorda questo tragico e criminale fatto di sangue compiuto ad ostilità concluse. 
Questa sera 7 alle ore 19.00 presenzieremo alla S. Messa in duomo mentre successivamente sarà deposto un mazzo di fiori nel luogo del massacro partigiano.
Non per odio, non per rivalsa, né per fomentare rancori che non appartengono a chi appartiene alla nostra Comunità: "solo" per dovere di memoria e di verità affinché fatti così drammatici non siano seppelliti nell'oblio del politicamente corretto e delle verità storiografiche confezionate.

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