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SICUREZZA A SCHIO, FDI DEPOSITA UNA MOZIONE PER UN PIANO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DEL TERRITORIO. IL 30 SETTEMBRE SECONDO “PRESIDIO CIVICO” ALLE FONTANE

Cioni: “Basta inseguire il degrado e i balordi, serve passare a un piano strutturale con più controlli, coordinamento tra le forze dell’ordine, prevenzione e maggiore attenzione al decoro urbano” L e criticità emerse negli ultimi mesi in diverse zone di Schio, e in particolare nel centro cittadino, mantengono alta l’attenzione sul tema della sicurezza urbana, che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia continua a tenere al centro del dibattito cittadino. Tra luglio e agosto sono stati numerosi i fatti accaduti, dalle segnalazioni relative a bivacchi e risse tra immigrati, al disturbo della quiete pubblica e a situazioni di degrado ormai incancrenite, che hanno interessato diverse aree della città. Alla luce di questo quadro, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha depositato una mozione (clicca qui) proponendo l’adozione di un vero e proprio piano straordinario per la sicurezza e il decoro urbano, superando una logica fatta prevalentemente di interventi emergenziali e puntando ...

71° anniversario dell'eccidio di Schio. La città commemora la strage partigiana


A 71 ANNI DAL MASSACRO PARTIGIANO E DALLA RECENTE MEDAGLIA ALL'ULTIMO DEGLI ASSASSINI IN VITA, RICORDIAMO SCEVRI DA OGNI SENTIMENTO DI ODIO

Nella notte tra il 6 e il 7 luglio del 1945 un gruppo di partigiani della Divisione garibaldina "Ateo Garemi", capitanata da Piva Igino e Bortoloso Valentino (quest'ultimo ancora in vita e noto altresì per la recente polemica sul riconoscimento del Governo per meriti nella lotta della Resistenza), irruppe nelle carceri mandamentali scledensi uccidendo a colpi di mitraglia 54 persone, tra cui 14 donne (la più giovane di 16 anni e una pare in gravidanza). 
Nella mattanza ne vennero ferite numerose altre, mentre alcuni detenuti coperti dai corpi dei caduti si salvarono indenni. 

Va detto che dopo un'approssimativa cernita, che suscitò contrasti tra gli stessi fucilatori, alcuni proposero che fossero risparmiate almeno le donne, che in genere non erano state arrestate per responsabilità personale ma solo fermate per legami personali con fascisti o per indurle a testimoniare nell’inchiesta in corso. 
Fu proprio il Bortoloso in arte “Teppa” ad opporsi dicendo: “gli ordini sono ordini e vanno eseguiti“, non disse da chi provenivano gli ordini, e non fu mai accertato, nonostante un processo apposito nel 1956.
A mattanza terminata i "soccorritori" trovarono il sangue che colava sulla scala e sul cortile, arrivando fino sulla strada. La "giustizia" partigiana si era compiuta.
Come accade da oltre vent'anni la nostra Comunità militante ricorda questo tragico e criminale fatto di sangue compiuto ad ostilità concluse. 
Questa sera 7 alle ore 19.00 presenzieremo alla S. Messa in duomo mentre successivamente sarà deposto un mazzo di fiori nel luogo del massacro partigiano.
Non per odio, non per rivalsa, né per fomentare rancori che non appartengono a chi appartiene alla nostra Comunità: "solo" per dovere di memoria e di verità affinché fatti così drammatici non siano seppelliti nell'oblio del politicamente corretto e delle verità storiografiche confezionate.

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