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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica


Si riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici.

A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana.
“Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, termine che oggi qualcuno considera politicamente scorretto – afferma Cioni. Quello che trovo inaccettabile è sentir dire che non si può fare nulla e che la colpa sarebbe di Roma. Ho sempre riconosciuto l’esistenza di criticità che limitano gli strumenti a disposizione dei sindaci, ma non si può liquidare il problema con uno scaricabarile sulle leggi nazionali”.
Cioni richiama anche il Regolamento di Polizia Urbana. “L’articolo 41 vieta qualsiasi forma di campeggio in aree pubbliche e private e prevede che la Polizia Locale dia immediata esecuzione al divieto, anche mediante la rimozione dei veicoli. I cittadini si aspettano che chi amministra la città applichi le norme esistenti e si assuma le proprie responsabilità. Per come la vedo io solo dopo aver fatto tutto ciò che è nelle proprie possibilità ci si può lamentare con gli enti superiori o con il padre eterno”.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la presenza di minori all’interno dei nuclei familiari. “Al nostro quesito è stato risposto che i minori sono sette – spiega Munari – ma, con una successiva interrogazione, abbiamo chiesto se frequentino la scuola dell’obbligo e quali verifiche siano state effettuate. La risposta è stata che il Servizio Sociale non era a conoscenza della presenza sul territorio di nuclei nomadi con figli minori. Francamente lo troviamo sconcertante”.


Secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia emerge una contraddizione evidente. “Da una parte il Comune sa che sul territorio sono presenti nuclei familiari con minori, dall’altra i Servizi Sociali dichiarano di non aver effettuato verifiche sulle loro condizioni di vita, mentre il Servizio Scuola dice di non disporre di informazioni sulla frequenza scolastica. Ricordiamo inoltre che le risposte alle interrogazioni portano anche la firma del sindaco Cristina Marigo, che detiene sia la delega ai Servizi Sociali sia quella alla Sicurezza Urbana. Per questo riteniamo che il tema non possa essere liquidato come un semplice disguido tra uffici. Le risposte alle nostre interrogazioni portano infatti anche la firma del sindaco Cristina Marigo, che detiene sia la delega ai Servizi Sociali sia quella alla Sicurezza Urbana. Se davvero gli uffici non dialogano tra loro, è lecito domandarsi chi debba garantire quel coordinamento che rappresenta una precisa responsabilità politica dell'Amministrazione”.
Inoltre – proseguono i consiglieri di FdI - non sono mancate durante l’anno scolastico segnalazioni relative alla presenza di alcuni minori nelle aree di bivacco durante l’orario delle lezioni. “Alla luce di questi fatti – aggiunge Gianmario Munari - dal momento che questi nuclei sono presenti stabilmente sul territorio comunale e la loro presenza è nota da tempo, come sia possibile che nessuno abbia verificato concretamente dove vadano a scuola i bambini e se frequentino regolarmente le lezioni?”.

A fronte delle risposte ricevute, resta inoltre da chiarire un aspetto fondamentale: quante volte il Comune abbia effettivamente applicato l'articolo 41 del Regolamento di Polizia Urbana che vieta espressamente i campeggi abusivi e prevede l'allontanamento dei mezzi e delle persone presenti irregolarmente sul territorio .
In ragione di questi ulteriori elementi, Cioni e Munari hanno depositato una nuova interrogazione (clicca qui) chiedendo dati precisi sull’applicazione dell’articolo 41 del Regolamento di Polizia Urbana, sulle sanzioni elevate negli ultimi anni, sugli eventuali provvedimenti di allontanamento adottati e sulle ragioni che ne hanno limitato l’utilizzo. L’atto chiede inoltre chiarimenti sul coordinamento tra Polizia Locale e Servizi Sociali, sulla presenza dei nuclei residenti a Schio e sulle verifiche relative all’assolvimento dell’obbligo scolastico.
Non pretendiamo soluzioni miracolose a un problema che esiste da anni – conclude Cioni. Chiediamo però che le norme comunali vengano applicate, che le responsabilità non vengano scaricate altrove e che i minori che vivono in questi contesti di precarietà siano monitorati e se emergono condizioni di disagio o criticità, il Comune faccia il suo dovere attivando tutti gli strumenti previsti dalla legge per tutelarli”.

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