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La riqualificazione dell'area ex Lanerossi rappresenta senza dubbio una grande opportunità per Schio. Parliamo di un'area abbandonata e degradata da decenni che finalmente potrà tornare a vivere grazie a un importante investimento privato.
In primo luogo va riconosciuto l'impegno della proprietà che si farà carico non solo della demolizione dei fabbricati ormai irrecuperabili, ma anche della complessa e costosa bonifica ambientale dei terreni, un intervento che porterà benefici all'intera città.
Abbiamo inoltre apprezzato la riduzione delle volumetrie rispetto alle previsioni originarie e la scelta di recuperare un'area già urbanizzata senza consumare nuovo suolo.
Detto questo, il dibattito non può fermarsi al progetto del privato. La vera sfida inizia ora e riguarda la parte pubblica dell'intervento.
Oggi, infatti, manca completamente una linea di indirizzo dell'Amministrazione comunale sul futuro del patrimonio storico di proprietà del Comune che, oggettivamente, è anche la parte più problematica da recuperare non solo in termini di costi.
Pensiamo alla centrale termoelettrica con il suo grande camino che appartiene al panorama della città e che si affaccia proprio sul comparto che sarà tra i primi ad essere riqualificati, ma anche alla Fabbrica Alta, all'ex centralina idroelettrica, la Roggia Maestra e l’edificio (non a norma) che ospita l’Archivio storico della Lanerossi. Quale destinazione avranno? Con quali risorse saranno recuperati? Qual è il progetto complessivo?
Lo stesso vale per il futuro parco urbano di circa 20.000 metri quadrati che dovrebbe rimanere di proprietà del privato ma la cui manutenzione sarà a carico del Comune. Indubbiamente sarà un valore aggiunto per la città, ma comporterà anche costi di manutenzione importanti e permanenti tenuto conto che già ora ci sono difficoltà a mantenere i parchi pubblici e le tante aree verdi presenti in città.
Infine, abbiamo posto anche il tema della monetizzazione dell'edilizia convenzionata, una facoltà prevista dalla convenzione urbanistica.
È fondamentale conoscere a quanto ammonteranno queste risorse - in aula l'assessore le ha quantificate indicativamente in circa 3 milioni di euro - e, soprattutto, come l'Amministrazione intenda destinarle.
Negli ultimi anni, tra l'amministrazione Orsi e quella Marigo, si era parlato di istituire un fondo dedicato al recupero di immobili privati del centro storico, a condizione che gli appartamenti venissero destinati all'edilizia convenzionata.
Se l'importo sarà effettivamente di circa 3 milioni di euro, si tratta certamente di una cifra importante, ma che difficilmente potrà essere sufficiente ad avviare un programma di recupero del patrimonio edilizio dei t anti immobili fatiscenti del centro storico. Occorre inoltre capire quanti proprietari sarebbero realmente interessati ad aderire e quali siano gli ostacoli che oggi impediscono il recupero degli edifici.
Temiamo che il contributo economico potrebbe non essere sufficiente a stimolare degli interventi di rifacimento. Senza un confronto preventivo con i proprietari degli immobili, il rischio è quello di predisporre un fondo importante ma comunque insufficiente, vanificando le risorse disponibili.
In conclusione è ovvio che rigenerare un'area degradata e strategica quale è l’ex Lanerossi è un risultato importante. Purtuttavia, affinché questo intervento diventi davvero una rinascita per Schio e il suo cuore, serve anche una visione pubblica che sia sostenibile e soprattutto concreta.

Gruppo consiliare Fratelli d'Italia -Palazzo Garbin

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