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​Schio, Bus Bar: servizio assente e controlli deboli. Interrogazione di Cioni (FdI) dopo segnalazioni e sopralluoghi

N elle ultime settimane sono emerse diverse criticità nella gestione del “Bus Bar” presso la stazione delle corriere di Schio in Piazzale Divisione Acqui, oggetto nel 2025 di una procedura pubblica per l’assegnazione in concessione dei locali, comprensiva anche del servizio di biglietteria per il trasporto pubblico locale e extraurbano di SVT. A seguito di segnalazioni ricevute da cittadini e utenti, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alex Cioni ha effettuato un primo sopralluogo, riscontrando che il locale risultava aperto per modo di dire data la trascuratezza del locale e con l’esposizione di un avviso scritto a penna che segnalava la sospensione della vendita dei biglietti. Una circostanza che ha portato al deposito di un’interrogazione a risposta scritta al sindaco per chiarire lo stato del servizio e le eventuali responsabilità. Nella risposta trasmessa dagli uffici comunali, si evidenzia come l’Amministrazione non fosse a conoscenza delle motivazioni della sospensione ...

Eccidio di Schio. Marigo parla di dialogo, ma impone confini alla memoria. Chi decide cosa si può ricordare?


Le parole del sindaco Cristina Marigo sul Patto di Concordia Civica rivelano una contraddizione profonda e inaccettabile.
Nel solco del doppiopesismo ipocrita già visto con il suo predecessore, da un lato parla di dialogo e auspica unità. Dall’altro, afferma che chi “non ha nulla a che fare con il significato profondo della giornata” dovrebbe restare a casa.
Ma chi decide quale sia questo “significato profondo”? Il sindaco? L’ANPI? Una parte politica? È questo il concetto di concordia che si vorrebbe rilanciare?
L’eccidio delle carceri di Schio del 6-7 luglio 1945 non è un dettaglio né una semplice ferita: è una strage. Un crimine a guerra finita, come tanti altri compiuti da partigiani comunisti ben oltre la conclusione del conflitto.
Finché ci sarà chi, come il sindaco Marigo, continua a usare formule neutre per edulcorare la realtà, senza mai assumersi il coraggio di nominare responsabilità storiche, ogni patto resterà carta vuota e retorica sterile.
È grave che la massima rappresentante istituzionale della città mantenga un atteggiamento passivo di fronte a chi pretende il monopolio della memoria, stabilendo chi ha diritto di ricordare e chi deve tacere.
Questo non è equilibrio, è ipocrisia. Non è memoria condivisa, è narrazione di parte.
Chi, come noi, chiede una vera pacificazione nel rispetto della memoria di tutte le vittime, non sarà certo messo a tacere da chi recita a pappagallo un copione ideologico, già logoro.
La concordia nasce dal coraggio e dalla verità, non dall’ipocrisia del politicamente corretto.
E chi oggi si rifugia nell’ambiguità istituzionale, legittimando i seminatori di odio, farebbe bene ad abbandonare certi toni da maestrina morale. Perché la storia, se la si vuole davvero condividere, non può più essere raccontata a senso unico.

Alex Cioni
Capogruppo a Palazzo Garbin 
Dirigente provinciale



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