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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

LO IUS SOLI SPORTIVO E' IL CAVALLO DI TROIA PER GIUNGERE ALLO IUS SOLI PIU' O MENO TEMPERATO


Ad intervenire sulla querelle dello ius soli sportivo, è il portavoce del comitato di cittadini PrimaNoi Alex Cioni, impegnato dal 2015 sul fronte del contrasto dell'immigrazione clandestina e sui temi e le sfaccettature che interessano più in generale l'immigrazione . 

<<Torniamo dalle Olimpiadi di Tokyo con un risultato eccezionale di portata storica per lo sport italiano, ma lo sport nazionale che vince su tutte le discipline è, per l'ennesima volta, la polemica politica >> - spiega Cioni che è anche esponente di Fratelli d'Italia. << Il presidente del Coni rilancia specularmente lo ius soli sportivo come se fosse un tema di vita o di morte per lo sport italiano, eppure su 40 titoli conquistati sono pochissime (due o tre) le medaglie arrivate da atleti di origine straniera o di naturalizzati italiani. Ad ascoltare il mainstream - continua il portavoce di PrimaNoi - sembra che senza i nuovi italiani avremmo fatto schifo. Risulta palese che lo ius soli sportivo diviene in questo modo per i suoi sostenitori il cavallo di Troia per giungere allo ius soli più o meno temperato, una pratica che non esiste in quasi nessuna parte del mondo >>.
Cioni fa presente che << siamo la nazione che a chi lo richiede assegna più cittadinanze tricolori. Ergo, di cosa stiamo parlando? Le sinistre la devono smettere di usare gli stranieri come un “esercito politico di riserva”. La cittadinanza non è un diritto inalienabile, oltretutto secondo questa logica sembra che la cittadinanza nigeriana o pakistana o tunisina sia meno dignitosa di quella italiana. Se per noi non è così, per le sinistre multirazziste evidentemente lo è. Dopodiché, la cittadinanza deve essere il compimento di un percorso di accettazione e di condivisione di un modello culturale e sociale. Abbiamo già scordato - ammunisce Alex Cioni - che alcuni dei terroristi che hanno terrorizzato l'Europa negli ultimi anni sono figli dello ius soli? Vi pare che in Francia il modello dello ius soli abbia funzionato? >>.

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