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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

LETTERA APERTA. RIFLESSIONE NEL CENTRODESTRA DOPO IL VOTO FAVOREVOLE AL BILANCIO DI PREVISIONE DA PARTE DELLA CAPOGRUPPO DELLA LEGA TISATO


Il Bilancio preventivo triennale andato in votazione in Consiglio comunale a fine febbraio ha riservato un colpo di scena. Al voto scontato di approvazione di tutta la maggioranza che sostiene Valter Orsi, si è aggiunto il voto favorevole della capogruppo della Lega Ilenia Tisato, mentre il suo collega di gruppo Luigi Santi ha scelto, assieme al sottoscritto, l'astensione. Questo è il preambolo. Rammento ora quanto accadde nel 2018. All'epoca in Consiglio comunale a rappresentare la Lega c’era l’avvocato Alessandro Gori, il quale anch'esso votò a favore dell'ultimo Bilancio preventivo del primo mandato di Orsi scatenando la reazione della segreteria della Lega scledense. Ecco quanto scrisse Il Giornale di Vicenza in merito alla vicenda: “Adirata anche la segretaria leghista Ilenia Tisato per il voto di Gori, che non ha più la tessera di partito ma in consiglio ci va come Lega”. Situazione analoga accadde per il voto sul Rendiconto nel 2017 quando Gori, ancora iscritto alla Lega, si vide costretto ad uscire dall'aula denunciando di essere stato minacciato dai vertici locali del suo partito. Sempre Il Giornale di Vicenza riportò una dichiarazione della Tisato che a rileggerla oggi lascia quantomeno basiti: “Recentemente Gori ha deciso di votare a favore del bilancio senza condividere la scelta. Forse si è dimenticato che la Lega è un partito di opposizione, ormai a Schio credono che facciamo parte della maggioranza”.

Molti scledensi ricorderanno quando Orsi nel giugno del 2019 entrò a gamba tesa nella campagna elettorale valdagnese esprimendo il suo apprezzamento per il candidato sindaco Acerbi del centrosinistra (se fossi valdagnese voterei Acerbi disse). In quell’occasione Ilenia Tisato si espresse in questo modo: “Gli elettori non hanno voluto capire che la Lega a Schio non è Orsi e che gli ultimi 4 anni e mezzo di presenza del Consigliere Lega Alessandro Gori, passato negli ultimi 6 mesi circa al gruppo misto dopo le dimissioni dal partito, altro non sono stati se non una stampella ad un sindaco che ora è pronto a sostenere la sinistra e, nello specifico, il PD”.

A margine di tutto questo una domanda sorge spontanea. Cosa è cambiato nel frattempo? Capisco che la politica sia spesso un teatrino nel quale la coerenza non ha alcun valore virtuoso, ma una spiegazione per questa inversione di rotta così radicale è lecito aspettarsela. Un conto è votare a favore dei singoli provvedimenti che si ritengono utili alla città come fra l'altro è stato fatto in questi 20 mesi, altra cosa è vincolarsi per tre anni al bilancio di previsione impostato dalla maggioranza.
Non intendo entrare nel merito delle dinamiche interne della Lega di Schio, ritengo però opportuno l'apertura di un tavolo di confronto nel centrodestra per chiarire quanto accaduto.
Una richiesta che Ilenia Tisato non dovrebbe avere problemi ad accogliere. Del resto, chi ambisce ad avere un ruolo di leadership, dovrebbe guardare oltre al proprio partito di appartenenza, assumendosi l'onere, indubbiamente tutt'altro che facile, di assolvere al ruolo di mediatore tra le diverse sensibilità che convivono più o meno armoniosamente all'interno delle medesime famiglie politiche. Inversamente, se non lo vorrà fare, scegliendo altre strade, se ne dovrà assumere responsabilmente il peso.

Per quanto mi riguarda farò la mia parte con chi ci vuole stare per costruire un'alternativa credibile di centrodestra. Un'alternativa che potrà anche portare a delle convergenze con l'attuale maggioranza che governa la città in funzione dello scenario che si aprirà nel 2024, ma se vogliamo ambire a divenire maggioranza in città non ci sono scorciatoie. Ci deve essere la piena consapevolezza che l'unica strada percorribile, la condicio sine qua non, è di caratterizzarci come forze di minoranza nel governo locale dimostrando di essere preparati a svolgerne la funzione.
Ad maiora!


Alex Cioni
Capogruppo in Consiglio comunale
“SchioCittà Capoluogo - PrimaSchio”

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