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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

OGGI SI COMMEMORA IL 40° ANNIVERSARIO DELL'ASSASINIO DI JUAN IGNACIO. I PATRIOTI EUROPEI CHIEDONO GIUSTIZIA!


La notte del 12 dicembre 1980, veniva assassinato un giovane leader politico di Madrid.
Il 28enne Juan Ignacio González Ramírez venne raggiunto da tre colpi d'arma da fuoco, esplosi con tecnica da professionisti: il primo colpo al petto, i successivi due alla testa.
Tutti i telegiornali dell'epoca intitolarono la notizia: "Leader di estrema destra assassinato a Madrid".
Da lì sono susseguiti i tentativi per confondere l'opinione pubblica.
Nei telegiornali s'insinuò che il crimine poteva essere "uno scontro tra fazioni fasciste", un "regolamento dei conti"; la Polizia li assecondò: "nessuna ipotesi è esclusa".
Il GRAPO (Grupo Revolucionario Antifascista Primero October), organizzazione terroristica marxista molto attiva in quegli anni, asserì in un comunicato la sua estraenità al delitto.
40 anni dopo, l'omicidio rimane irrisolto.
Forse non sono state poste le domande giuste per individuare gli autori.
In primo luogo: Juan Ignacio non è stato ucciso perché era giovane o perché era di Madrid. Perché era alto o basso, biondo o scuro, ricco o povero, grasso o magro ... Juan Ignacio González Ramírez è stato assassinato per essere un falangista e leader di un'organizzazione giovanile, diciamo bellicoso e irascibile.
La domanda giusta non è tanto chi l'ha ucciso, quanto perché è stato ucciso.
Questa domanda è fondamentale: se sappiamo dove è stato tramato l'omicidio, ergo la paternità intellettuale, ne troveremo anche gli autori materiali.
Il "perché" avrebbe dovuto essere il fulcro delle indagini. Se fosse stata una "questione tra fascisti" la Polizia l'avrebbe risolta in 24 ore.
Non ci vuole molto per immaginare i titoli ...
Non fu neppure l'estrema sinistra. Chi poteva essere così interessato allora alla scomparsa fisica del giovane leader?
E dico bene: scomparsa fisica. Perché non bastava "toglierlo di mezzo" con un'accusa più o meno inventata e una condanna al carcere. No, dovevano "toglierlo di mezzo".
Perchè mai?
Poche settimane dopo l'assassinio, i baffi più famosi di Spagna, alla testa diun distaccamento della Guardia Civil, avrebbe preso d'assalto il Congresso nel bel mezzo della sessione di investitura, prendendo in ostaggio i deputati e annunciando l'imminente presenza di una "autorità militare".
In attesa e in preparazione di questo golpe, destinato a non riuscire per l'intervento del re, c'era una trama sofisticata che tendeva a salvaguardare le istituzioni del cambiamento. Dal 1977, esistevano degli apparati civili che facevano tutti i lavori sporchi a quello scopo. Tutti.

Associazione in Memoria di Juan Ignacio
Juan Antonio Lopez Larrea

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