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SICUREZZA A SCHIO, FDI DEPOSITA UNA MOZIONE PER UN PIANO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DEL TERRITORIO. IL 30 SETTEMBRE SECONDO “PRESIDIO CIVICO” ALLE FONTANE

Cioni: “Basta inseguire il degrado e i balordi, serve passare a un piano strutturale con più controlli, coordinamento tra le forze dell’ordine, prevenzione e maggiore attenzione al decoro urbano” L e criticità emerse negli ultimi mesi in diverse zone di Schio, e in particolare nel centro cittadino, mantengono alta l’attenzione sul tema della sicurezza urbana, che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia continua a tenere al centro del dibattito cittadino. Tra luglio e agosto sono stati numerosi i fatti accaduti, dalle segnalazioni relative a bivacchi e risse tra immigrati, al disturbo della quiete pubblica e a situazioni di degrado ormai incancrenite, che hanno interessato diverse aree della città. Alla luce di questo quadro, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha depositato una mozione (clicca qui) proponendo l’adozione di un vero e proprio piano straordinario per la sicurezza e il decoro urbano, superando una logica fatta prevalentemente di interventi emergenziali e puntando ...

OGGI SI COMMEMORA IL 40° ANNIVERSARIO DELL'ASSASINIO DI JUAN IGNACIO. I PATRIOTI EUROPEI CHIEDONO GIUSTIZIA!


La notte del 12 dicembre 1980, veniva assassinato un giovane leader politico di Madrid.
Il 28enne Juan Ignacio González Ramírez venne raggiunto da tre colpi d'arma da fuoco, esplosi con tecnica da professionisti: il primo colpo al petto, i successivi due alla testa.
Tutti i telegiornali dell'epoca intitolarono la notizia: "Leader di estrema destra assassinato a Madrid".
Da lì sono susseguiti i tentativi per confondere l'opinione pubblica.
Nei telegiornali s'insinuò che il crimine poteva essere "uno scontro tra fazioni fasciste", un "regolamento dei conti"; la Polizia li assecondò: "nessuna ipotesi è esclusa".
Il GRAPO (Grupo Revolucionario Antifascista Primero October), organizzazione terroristica marxista molto attiva in quegli anni, asserì in un comunicato la sua estraenità al delitto.
40 anni dopo, l'omicidio rimane irrisolto.
Forse non sono state poste le domande giuste per individuare gli autori.
In primo luogo: Juan Ignacio non è stato ucciso perché era giovane o perché era di Madrid. Perché era alto o basso, biondo o scuro, ricco o povero, grasso o magro ... Juan Ignacio González Ramírez è stato assassinato per essere un falangista e leader di un'organizzazione giovanile, diciamo bellicoso e irascibile.
La domanda giusta non è tanto chi l'ha ucciso, quanto perché è stato ucciso.
Questa domanda è fondamentale: se sappiamo dove è stato tramato l'omicidio, ergo la paternità intellettuale, ne troveremo anche gli autori materiali.
Il "perché" avrebbe dovuto essere il fulcro delle indagini. Se fosse stata una "questione tra fascisti" la Polizia l'avrebbe risolta in 24 ore.
Non ci vuole molto per immaginare i titoli ...
Non fu neppure l'estrema sinistra. Chi poteva essere così interessato allora alla scomparsa fisica del giovane leader?
E dico bene: scomparsa fisica. Perché non bastava "toglierlo di mezzo" con un'accusa più o meno inventata e una condanna al carcere. No, dovevano "toglierlo di mezzo".
Perchè mai?
Poche settimane dopo l'assassinio, i baffi più famosi di Spagna, alla testa diun distaccamento della Guardia Civil, avrebbe preso d'assalto il Congresso nel bel mezzo della sessione di investitura, prendendo in ostaggio i deputati e annunciando l'imminente presenza di una "autorità militare".
In attesa e in preparazione di questo golpe, destinato a non riuscire per l'intervento del re, c'era una trama sofisticata che tendeva a salvaguardare le istituzioni del cambiamento. Dal 1977, esistevano degli apparati civili che facevano tutti i lavori sporchi a quello scopo. Tutti.

Associazione in Memoria di Juan Ignacio
Juan Antonio Lopez Larrea

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