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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

Migranti, Ue pronta a pagare gli Stati membri 6000 euro a migrante salvato/VIDEO

NON CI SIAMO PROPRIO. TOGLIETE LA BOTTIGLIA AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE UR. L'EUROPA TORNI AD AVERE UN RUOLO PRIMARIO IN AFRICA       di ALEX CIONI
L'Ue (pare) propone 6 mila euro per ogni migrante salvato nel Mediteraneo da destinare agli Stati membri che decideranno di accoglierli: ecco quanto vale una vita per certi euroburocrati a Bruxelles.
Fermo restano che non è un mercato delle vacche su cui speculare, giacché parliamo pur sempre di esseri umani, vi pare normale proporre una roba simile quando si dovrebbe operare per attivare politiche atte a fermare i flussi?
Invece così si prosegue nella folle direzione di alimentare un fenomeno che non si arresterà mai mantenendo un costante flusso di soggetti pronti a succhiarci ogni goccia di sangue.
Se non si procederà con un blocco navale, congiuntamente ad una presa di coscienza dell'intera Europa della necessità di attivare politiche vere e concrete di sviluppo nel continente africano, tanto vale aprire i porti e lasciarci invadere.
Tanto siamo già morti (politicamente e spiritualmente).
L'Europa deve tornare ad avere una visione alta che la porti ad agire verso la sua naturale e storica area d'influenza senza farsi mettere il cappio al collo da organizzazioni come la Nato e altre eterodirette dai nemici dell'Europa, in primis gli americani. L'Italia si faccia portavoce di questa necessità senza tentennamenti e "sovranismi" novecenteschi che lasciano il tempo che trovano. 


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