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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

Schio diventi "Città No slot"/2

SALE SLOT MACHINE, ALCUNI SINDACI DEL VICENTINO RIDUCONO GLI ORARI DI GIOCO E SCRIVONO A RENZI 

"Molto bene la sinergia in atto tra alcuni comuni del vicentino per attuare delle ordinanze finalizzate a contrastare il dilagare delle sale slot machine" - è quanto afferma Alex Cioni coordinatore dell'alto vicentino di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in merito alla decisione dei Primi cittadini di Vicenza, Bassano del Grappa, Schio, Thiene e Lonigo di lavorare assieme contro la ludopatia. 
"Nei mesi scorsi - spiega Cioni - siamo intervenuti a Schio proponendo al sindaco Valter Orsi di attivarsi per creare una rete con le amministrazioni comunali più coinvolte nel problema affinché l'unione delle forze renda più incisive le pressioni politiche verso un Governo intenzionato a tagliare ulteriormente quei meccanismi legislativi utili per contenere l’offerta del gioco d’azzardo". "La decisione dei comuni di ridurre l'orario di apertura di questi luoghi è un segnale positivo che va nella giusta direzione ma non basta per mettere al riparo le persone più a rischio di sviluppare un rapporto problematico o patologico con il gioco d’azzardo" - ha concluso l'esponente del partito di Giorgia Meloni. 

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