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SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...

Il consigliere Carlo Cunegato si affanna a difendere i suoi compagni dei centri sociali. Alex Cioni, (FdI): "Arcadia non è solidarietà, è estremismo e prepotenza."


Le dichiarazioni del consigliere Carlo Cunegato non sorprendono affatto: distinguersi nel difendere l'indifendibile, specialmente quando si tratta dei suoi compagni dei centri sociali, è un suo tratto distintivo. Definire “disonesta” l'associazione tra Arcadia e l'aggressione organizzata di Padova è l'ennesimo tentativo di insabbiare la realtà. Non si può derubricare a una semplice “rissa” quanto accaduto, essendo stato un atto premeditato, portato avanti da individui provenienti dall'area dell'antagonismo di sinistra, ovvero dai centri sociali che Cunegato si affanna a proteggere.

La sinistra più o meno democratica e arcobaleno non perde occasione per chiedere lo scioglimento di organizzazioni di destra, come avvenuto pochi giorni fa a Vicenza nei confronti del gruppo studentesco di Fratelli d’Italia, mentre chiude entrambi gli occhi di fronte a fatti di estrema gravità come quelli accaduti a Padova. Non mi stupisce che Cunegato vesta i panni dell’avvocato difensore dei centri sociali, del resto è evidente che la sua difesa non è dettata tanto da un amore incondizionato per la democrazia, ma da cinici calcoli politici, visto che questi luoghi rappresentano per lui un bacino di voti che potrebbero tornargli utili alle prossime elezioni regionali.

Mi permetto di ricordare che da quando esiste Arcadia – e anche prima con il collettivo Libera Zone – gli attivisti di questo centro sociale si sono distinti per azioni tutt’altro che pacifiche e rispettose di un confronto democratico civile: blitz minacciosi all’interno di luoghi istituzionali, occupazioni abusive di immobili, imbrattamenti alle sedi di Partito, minacce agli avversari politici, tafferugli con la polizia. Io stesso sono stato fisicamente aggredito da questi “bravi ragazzi impegnati in politica”. Cunegato se n'è già dimenticato?

Comprendo che ai difensori degli antagonisti dia fastidio un tema che da anni denunciamo pubblicamente: ovvero l’assegnazione di un immobile comunale a gruppi politici. Per come la vediamo noi qualsiasi sia il colore politico di un’amministrazione comunale, essa ha il dovere di rispettare le regole, non di piegarle ai propri interessi di parte. Assegnare un immobile di proprietà pubblica in gestione esclusiva a gruppi che fanno attivismo politico non è una pratica corretta né accettabile. Lo dicemmo quando al governo della città c’era il centro sinistra, lo abbiamo ribadito con Orsi e lo ripetiamo oggi ai civici in salsa grillina di Cristina Marigo. Chi governa dovrebbe garantire una gestione equa degli spazi, evitando favoritismi e clientelari.

Dopodiché, difendere i centri sociali come presidi di “solidarietà” è una farsa. La realtà è sotto gli occhi di tutti: luoghi come Arcadia sono fucine di estremismo, intolleranza politica e anche di illegalità. Chi legittima questi spazi come centri di “partecipazione” e “aggregazione” sta solo tentando di coprire il loro vero volto.



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