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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

SULL'OSPEDALE ALTO VICENTINO TANTE CHIACCHIERE AL VENTO

PER SCHIOCITTA' CAPOLUOGO IL VERO PROBLEMA E' LA PROGRESSIVA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI SANITARI CHE SPINGONO I MEDICI A SCEGLIERE LE CLINICHE PRIVATE ACCREDITATE CON IL SSN

Sulla querelle di questi giorni che ruota attorno all'ospedale Alto vicentino, interviene il portavoce di SchioCittà Capoluogo Alex Cioni, sottolineando come "negli ultimi anni sono stati dismessi parzialmente tre ospedali (Schio, Thiene, Malo) costruendone uno nuovo a Santorso come polo ospedaliero per tutta l'area, eppure non si percepiscono miglioramenti sostanziali nei servizi offerti ai cittadini".
Secondo SchioCittà Capoluogo, lasciando perdere la questione del project financing, su cui ci sarebbe da aprire un capitolo a parte, il dato oggettivo è che "i tre vecchi ospedali sono ancora parzialmente attivi gravando ulteriormente sulle casse pubbliche. Non bastasse questo aspetto, in questi anni sono spuntate come i funghi le cliniche private, ma essendo convenzionate con il Ssn, è come se fossero delle cliniche pubbliche. A questo punto - spiega Cioni - è lecito chiedersi se costruire un nuovo nosocomio lasciando operative tutte

le altre strutture ospedaliere, con i costi che inevitabilmente ricadano sui cittadini, sia stata una decisione ponderata da ragioni strutturali per garantire una migliorare efficienza del servizio, o per altre meno nobili motivazioni".
Relativamente al problema di reperire i medici, il portavoce di SchioCittà Capoluogo osserva che "c'è un aumento di professionisti che decidono di operare nelle cliniche private, le quali però ricevono dei soldi pubblici per ogni prestazione offerta, il che innesca una concorrenza non propriamente leale con il settore pubblico"
Il punto di vista di Cioni è molto chiaro: "Questa situazione di promiscuità autorizza il privato a svilupparsi a discapito del servizio pubblico. Se una clinica privata offre completamente a pagamento i suoi servizi senza ricadere sulle casse pubbliche e un medico decide di passare dal pubblico al privato, siamo al cospetto di una legittima scelta professionale insindacabile, nel caso invece del passaggio ad una clinica convenzionata con il pubblico è evidente che in questo caso si creano le condizioni per un costante processo di depotenziamento del servizio sanitario pubblico, i cui effetti sono già evidenti anche nell'alto vicentino. 
Oltretutto - conclude Cioni- temo che la polemica sui distretti sanitari sia soltato uno specchietto per le allodole per non affrontare le vere criticità che stanno a monte di un modello sanitario sbagliato che in parte va riveduto".

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