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La legittima difesa tuteli veramente le vittime della violenza, non come è capitato ad Ermes Mattielli


DOPO LA MORTE DI ERMES MATTIELLI A SCHIO SI DISCUTE DI LEGITTIMA DIFESA

Durante il dibattito andato in scena in uno degli ultimi consigli comunali relativo alla legittima difesa, il consigliere comunale Carlo Cunegato di TessiamoSchio, congiuntamente al Pd, ha spiegato la sua contrarietà alla mozione del consigliere Federico Dalle Vedove di Veneto Stato con un intervento dal sapore sociologico come se fosse su una cattedra piuttosto che tra i banchi dell'aula consigliare. 
Penso sia facile sputare sentenze quando si è con il fondo schiena al caldo, quando invece bisognerebbe tenere un approccio umile provando ad impersonarsi con chi ha subito le drammatiche situazioni di violenza cui molti connazionali sono spesso vittime dentro casa propria. A scanso di equivoci, credo sia sbagliato ritenere che all'interno della propria abitazione si possa fare quel che si vuole per il semplice fatto di essere nel proprio intimo privato. Del resto, così com'è illegale detenere sostanze stupefacenti, è giusto che lo sia quando si tratta di usare un'arma da fuoco o qualsiasi altra arma atta ad offendere se l'intento è di usarla come se si fosse in una osteria del far west.
Tuttavia, far passare il messaggio subliminale che vorrebbe dimostrare che chi compra un'arma da fuoco lo farebbe perchè spinto da istinti omicidi, è una forzatura a mio parere grossolana oltre che di basso cabotaggio politico. 
E' noto che i delinquenti di ultima generazione sono molto pericolosi, i fatti di cronaca di questi anni lo hanno dimostrato chiaramente in molte drammatiche occasioni. Un tempo i ladruncoli d'appartamento si limitavano a rubare ciò che trovavano stando ben attenti che la casa fosse vuota, erano quindi rari i casi di violenze alle persone, e quando capitavano erano dei psicolabili o dei psicopatici patentati. 
Oggi, invece, visto anche l'origine dei delinquenti (spesso dei balcani, quindi ex militari o surrogati di quell'ambiente), non si fanno scrupoli di nessun tipo. Conoscono la violenza e ne sono assuefatti a tal punto che non la temono inferendo spesso sulle vittime tutta la loro cinica frustrazione. 
Per avvalorare la tesi che le armi detenute in casa sono un pericolo, Cunegato ha portato l'esempio degli Stati Uniti dimenticando, per esempio, che in Svizzera (generalmente definita patria armata), le armi sono di casa. Eppure non mi risulta che ci siano stati casi eclatanti di pistoleri psicopatici come avviene spesso negli Stati Uniti. 
Probabilmente è anche una questione di cultura ma è evidente che gli svizzeri (armati) non sono dei pistoleri e non conoscono i fatti di cronaca nera che invece in Italia conosciamo bene. 
Come suddetto non sostengo la libertà di sparare indiscriminatamente, dico che bisogna creare le condizioni affinché la legge tuteli concretamente la legittima difesa, non come è successo al povero Ermes Mattielli, anche se il numero dei colpi sparati può indurre a pensare che abbia eccesso nel suo diritto di difesa. 
Sono d'accordo con il consigliere Cunegato su un punto: per me la vita umana va preservata prima di tutto ma distinguo bene chi viene offeso da chi offende.

Alex Cioni

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