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FDI-AN ALTO VICENTINO: FERMARE "MARE NOSTRUM" E INVESTIRE NELLA NOSTRA SICUREZZA

Per i militanti di FdI-An è "la scoperta dell'acqua calda". Sta avendo infatti un notevole riscontro la raccolta firme contro l'operazione Mare Nostrum iniziata ad agosto in tutto l'alto vicentino. 

Il dato che emerge con chiarezza - spiegano dal Partito di Giorgia Meloni - è "l'insofferenza e la rabbia dei vicentini" verso quella che viene considerata una "solidarietà a senso unico a discapito degli italiani". 

Alex Cioni, membro dell'Esecutivo provinciale e coordinatore di FdI-An alto vicentino, si inserisce nel dibattito di queste ore in relazione ai potenziali rischi di azioni terroristiche nel nostro Paese. "E' da folli e da irresponsabili continuare ad impiegare le navi della propria Marina militare come dei traghetti - spiega Cioni. L'unica cosa saggia da fare in questo momento è di abolire immediatamente Mare Nostrum investendo le medesime risorse nella nostra sicurezza al fine di mettere le forze di polizia nelle condizioni di fare il proprio lavoro senza essere continuamente mortificate". 

L'esponente di FdI-An non lesina critiche ai vertici della Prefettura vicentina, considerando le fughe di clandestini dai centri di accoglienza "un fatto gravissimo che crea ulteriore incertezza nella popolazione".

"Sarebbe opportuno che il Prefetto ci risparmiasse di fare il megafono del Governo per giustificare Mare Nostrum ma che utilizzasse le sue prerogative di funzionario dello Stato per sollecitare chi di dovere affinché le verifiche sanitarie siano effettuate con cura prima di spedirli qui da noi. Non si tratta di fare del facile allarmismo ma l'approssimazione con la quale viene gestita questa emergenza è grave e da irresponsabili ed è ancora più vergognosa - conclude Cioni - alla luce dei costi per il mantenimento dei profughi o sedicenti tali mentre ci sono italiani oramai dimenticati che si trovano in uno stato di precarietà economica e lavorativa che li pone progressivamente ai margini della società".
I militanti di FdI-An nell'invitare i cittadini a firmare la petizione che sarà consegnata al Prefetto di Vicenza, ribadiscono un concetto che considerano centrale: "non si tratta fregarsene delle tragedie umane e nemmeno di fomentare una guerra tra disperati, ma di rivendicare un sacrosanto principio. Prima gli italiani".

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