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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Sbagliato demonizzare la protesta del 9 dicembre

VERSO IL 9 DICEMBRE, BLOCCHIAMO L'ITALIA: UNA PROTESTA INDUBBIAMENTE MOSSA DA VALIDE MOTIVAZIONI

"Il 9 DICEMBRE BLOCCHEREMO L’ITALIA DA PORDENONE ALLA SICILIA”. CHE QUESTE PAROLE ARRIVINO IN CIELO. PERCHE’ NON SE NE PUO’ PIU’ DI UNIONE EUROPEA, DI ANGELA MERKEL, DI FICAL COMPACT, DI ‘STABILITA’, DI LETTA, DI ALFANO, DI BILDERBERG!"
E' quanto si legge in uno dei tanti comunicati diffusi dai vari movimenti autonomi di piccoli imprenditori, agricoltori, artigiani, autotrasportari in vista del 9 dicembre. 
Obiettivamente è difficile trovare delle ragioni valide per non solidarizzare con le persone che in migliaia scenderanno lungo le strade di tutta Italia.
Se l’Europa può essere la casa comune di tutti i popoli del continente, all’interno di questa casa non ci possono essere figli di un Dio minore, in particolare l’Italia non può essere trattata come una cenerentola.
Bisogna ricordare che il 2014 è l’anno dell’entrata in vigore del Fiscal compact il che comporterà l’obbligo per l’Italia di rientrare dal suo debito pubblico che non potrà andare oltre il 60% rispetto al Pil.
Realisticamente questo vuol dire che il peggio deve ancora arrivare dal momento che il Governo sarà obbligato a presentare una serie di programmi di stabilità e di manovre correttive che inevitabilmente ricadranno sulle spalle dei cittadini in termini di tagli nei servizi e in tasse, nonostante l’Italia all’interno dell’Ue sia la prima nazione contribuente in rapporto al Pil.
Questioni queste che come molte altre sollevate dai promotori della protesta trovano una piena consapevolezza dei cittadini sulla necessità di contrastare un sistema eurocratico che così com'è impostato non funziona e va contro i bisogni primari di ogni cittadino e gli interessi del popolo che lavora e produce...

Alex Cioni

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