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VICENZA–SCHIO, CIONI (FDI): «DOPO 30 ANNI DI ANNUNCI SERVONO RISULTATI CONCRETI»

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni ha depositato una domanda di attualità che sarà discussa nel Consiglio comunale del 28 settembre, a seguito dell’incontro del 21 settembre al Faber Box promosso dall’assessore regionale Marco Zecchinato con RFI, FS Engineering e gli amministratori del territorio. «È positivo che si torni a parlare, si spera concretamente, della Vicenza–Schio – osserva Cioni – ma quanto emerso impone una riflessione su tempi e priorità». Per l’elettrificazione della linea si parla di circa 90 milioni di euro, a fronte di 3,5 milioni oggi disponibili, e di circa cinque anni di lavori una volta reperite le risorse e poi molti altri milioni di euro per la soppressione dei passaggi a livello. «Non sono contrario all’elettrificazione, ma dopo trent’anni di discussioni sulla Vicenza–Schio, sulla “metropolitana di superficie” e sulla necessità di valorizzare e ammodernare un’infrastruttura strategica per un territorio altrettanto strategico per il sistema produttiv...

Sicurezza urbana, cosa può fare davvero un sindaco. La risposta, dal punto di vista giuridico, è meno semplice di quanto si possa credere.




Ogni volta che si verifica un episodio di violenza, un'aggressione, un furto o un caso di degrado urbano, torna puntualmente la stessa domanda: di chi è la responsabilità della sicurezza nelle nostre città?
La risposta, dal punto di vista giuridico, è meno semplice di quanto si possa credere.
Se da un lato è corretto affermare che l'ordine e la sicurezza pubblica sono competenza dello Stato, dall’altra fermarsi a questa affermazione rischia di offrire una rappresentazione parziale del sistema. La Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza dipendono dal Ministero dell'Interno, mentre il coordinamento sul territorio è affidato al Prefetto e al Questore. È evidente che i sindaci non decidono gli organici delle Forze dell'ordine, non ne dirigono l'attività e non possono stabilire autonomamente servizi di controllo o pattugliamento.
Ma negli ultimi anni il legislatore ha infatti costruito un modello fondato sulla collaborazione tra Stato ed enti locali. Attraverso il decreto-legge n. 14 del 2017 è stato introdotto il concetto di sicurezza urbana integrata, riconoscendo che la sicurezza non dipende soltanto dall'attività repressiva delle Forze dell'ordine, ma anche dalla qualità degli spazi pubblici, dal decoro, dalla prevenzione, dalla vivibilità dei quartieri e dalla capacità delle istituzioni di lavorare insieme.
In questo quadro il sindaco non è il "capo" delle Forze di polizia, ma non è nemmeno una figura marginale. Va ricordato agli smemorati che il Testo Unico degli Enti Locali attribuisce al sindaco, quale Ufficiale del Governo, specifiche funzioni in materia di sicurezza urbana.
Ovvero, partecipa ai tavoli istituzionali con Prefettura e Questura, può rappresentare le criticità del territorio, promuovere interventi coordinati e, nei casi previsti dalla legge, adottare ordinanze contingibili e urgenti per tutelare l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana.
Dopodiché, accanto a queste funzioni, esistono poi tutte le competenze proprie del Comune. E’ l'amministrazione a decidere quanto investire nella Polizia Locale o nella videosorveglianza, nell'illuminazione pubblica o nella manutenzione dei parchi, nel recupero delle aree degradate o nella riqualificazione degli spazi pubblici, nella prevenzione sociale e nei progetti rivolti ai giovani. Sono scelte politiche che non sostituiscono l'azione delle Forze dell'ordine, ma possono contribuire attivamente in modo significativo a migliorare la qualità della vita e anche la percezione di sicurezza dei cittadini.
Un focus lo merita anche il ruolo della Polizia Locale. Non svolge le stesse funzioni della Polizia di Stato o dei Carabinieri, ma rappresenta un presidio importante sul territorio. Il controllo del rispetto dei regolamenti comunali, il contrasto al degrado urbano, la vigilanza nelle aree più frequentate, la collaborazione nei servizi interforze e la presenza costante nei quartieri costituiscono un tassello essenziale del sistema complessivo di sicurezza.
Naturalmente, e noi non abbiamo mai detto il contrario, chi lo afferma è in malafede, nessuno può pensare che un sindaco risolva da solo fenomeni complessi come le baby gang o le conseguenze di una eccessiva presenza di immigrati, lo spaccio, la criminalità diffusa o il disagio giovanile. Sarebbe una semplificazione tanto quanto attribuirgli la responsabilità diretta di ogni reato commesso in città.
Dal nostro punto di vista, che si rifà alla legge e non ad una sindacabile opinione, è però altrettanto riduttivo, sostenere che il suo ruolo sia sostanzialmente marginale.
La sicurezza urbana nasce dall'integrazione di competenze diverse.
Da un lato lo Stato ha il compito di garantire l'ordine pubblico e la repressione dei reati; dall’altra i Comuni governano il territorio, promuovono la prevenzione, investono nella qualità urbana e collaborano con le istituzioni competenti. Sono responsabilità differenti, ma complementari.
Per questo motivo ci tengo a evidenziare che il dibattito pubblico dovrebbe uscire dalla contrapposizione tra chi sostiene che il sindaco sia uno "sceriffo" e chi, al contrario, lo descrive come un semplice spettatore.
La realtà amministrativa è, invece, molto più articolata. 
I cittadini hanno il diritto di chiedere allo Stato un numero adeguato di uomini e mezzi per garantire il controllo del territorio.
Allo stesso tempo hanno il diritto di pretendere che le amministrazioni comunali utilizzino fino in fondo tutti gli strumenti che la legge mette loro a disposizione: investimenti nella Polizia Locale, videosorveglianza, decoro urbano, riqualificazione delle aree degradate, prevenzione, collaborazione con Prefettura e Questura e una presenza costante delle istituzioni accanto ai cittadini.
Tutto questo per dire che la sicurezza non appartiene esclusivamente allo Stato, così come non può essere scaricata interamente sui Comuni.
È una responsabilità condivisa che richiede collaborazione istituzionale, programmazione e una chiara assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli di governo. Ed è proprio su questo equilibrio che si misura la capacità di un'amministrazione di rispondere alle esigenze della propria comunità. 

Alex Cioni

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