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Sicurezza a Schio, nuova segnalazione nella zona di Santa Croce. Cioni: “Troppi immigrati e un'accoglienza senza limiti: bisogna cambiare rotta”


Proseguono le segnalazioni degli scledensi al consigliere di Fratelli d'Italia Alex Cioni relative a episodi che riguardano la sicurezza pubblica e urbana a Schio. L’ultima, riferita al pomeriggio di sabato, riguarda la zona di Cà Bottara, nel quartiere di Santa Croce. Secondo quanto riferito da alcuni residenti, una persona sarebbe stata notata mentre si muoveva tra il muretto e la recinzione di una vecchia abitazione. Dopo essersi accorta di essere osservata, avrebbe lanciato sassi e frammenti di materiale inerte, apparentemente provenienti dal rivestimento di una colonna dell’edificio situato di fronte a un condominio. Il materiale ha colpito la facciata dello stabile, causando alcuni danni. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, circa 45 minuti dopo la chiamata, per raccogliere le prime informazioni sull’accaduto.
Successivamente, un residente ha riscontrato un’effrazione nella vecchia casa di famiglia adiacente alla propria abitazione, trovando gli ambienti completamente messi a soqquadro. I residenti ipotizzano che i due episodi siano collegati e che la stessa persona, prima di essere notata, si sia introdotta nell’edificio alla ricerca di oggetti da sottrarre, reagendo poi con il lancio di materiale contro chi si era accorto della sua presenza.
“Si tratta dell’ennesimo episodio di cui vengo a conoscenza attraverso le segnalazioni dei cittadini – dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni – ed è mio dovere renderlo pubblico, dando voce a chi vive quotidianamente queste situazioni. Abbiamo a che fare con un’effrazione e un’abitazione messa a soqquadro, gli insulti e il lancio di sassi contro delle persone di un condominio, danni alle proprietà private e un intervento delle forze dell’ordine avvenuto circa 45 minuti dopo la chiamata. Casi come questo non possono essere considerati normali o irrilevanti, anche se qualcuno rischia di considerarli ormai ordinaria amministrazione”.

Il consigliere pone quindi l’accento non soltanto sul presidio del territorio, ma anche sul tema dell’immigrazione in quanto non riguarda soltanto questo episodio.
“L'aumento considerevole dei furti con destrezza e la presenza di una rete di spacciatori sul territorio rappresentano fenomeni rispetto ai quali la componente straniera risulta particolarmente rilevante. Serve quindi affrontare il tema dell’immigrazione senza ipocrisie quando diventa una questione di sicurezza e ordine pubblico. E a Schio - sottolinea Cioni - questo tema esiste e va affrontato da tutti i livelli istituzionali, senza far finta di niente. Certo, nel rispetto della legge e dei diritti di tutti, ma deve essere altrettanto chiaro che abbiamo raggiunto un livello di presenza straniera che pone anche un problema di sostenibilità e di sicurezza".

L’esponente di Fratelli d’Italia ritiene inoltre che in città siano ormai troppe le persone che non hanno un titolo legittimo per rimanere, mentre il sistema di accoglienza continua a utilizzare Schio come luogo di concentrazione di richiedenti asilo.
“Qualcuno a Palazzo Garbin dovrebbe finalmente cambiare priorità e smetterla di dire che il Comune non può fare nulla. È vero che la gestione dei CAS non dipende direttamente dall’amministrazione comunale, ma il sindaco ha il dovere di far sentire la propria voce quando il territorio che amministra sta sopportando un carico eccessivo. Se la prefettura continua a inviare richiedenti asilo nelle strutture presenti a Schio, anche oltre i parametri di proporzionalità che dovrebbero essere rispettati, io, da sindaco, non avrei rinnovato l’adesione alla rete SAI e avrei fatto sentire con forza il dissenso della città rispetto a questo modello di accoglienza. Semmai - sottolinea Cioni - abbiamo bisogno di un’immigrazione regolata, qualificata e coerente con le esigenze del nostro territorio, non di trasformare Schio in un porto di mare. Se la città viene utilizzata come punto di concentrazione di richiedenti asilo, l’amministrazione non può limitarsi a prendere atto della situazione e poi dire che non può fare nulla. È arrivato il momento di cambiare priorità per dare meno attenzione all’accoglienza e ai servizi rivolti agli stranieri e maggiore attenzione alle esigenze, alle preoccupazioni e soprattutto alla sicurezza degli scledensi”.

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