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SCHIO, STADIO DI ATLETICA: LA PROMESSA DELLA RICONSEGNA PER METÀ AGOSTO NON È STATA MANTENUTA. CIONI (FDI): "LA PRIORITÀ È CONSEGNARE L'IMPIANTO AL PIÙ PRESTO, MA SERVE ANCHE UN'IDEA CHIARA SU COME TUTELARE LA CITTA' RISPETTO AI RITARDI".


Lo stadio Giosuè Poli di via Riboli, che per molti anni è stato tra i centri di preparazione olimpica per l'atletica leggera più rinomati d'Italia, continua a non trovare pace. Dopo la discussione avvenuta in Consiglio comunale sui reiterati ritardi, che vanno avanti dallo scorso autunno quando lo stadio avrebbe dovuto essere consegnato, l'Amministrazione aveva indicato la metà di agosto come nuovo obiettivo per la conclusione dei lavori, poi ulteriormente spostato al 23 agosto. 
L'assessore allo Sport Aldo Munarini, anche attraverso un post pubblicato sul proprio profilo social il 2 luglio, aveva assicurato che il cantiere era ripartito, dando appuntamento al 20 settembre per il "battesimo di fuoco", con la partenza dalla pista del M6 Festival Running.
Dall'ultima risposta all'interrogazione presentata nuovamente dal capogruppo di Fratelli d'Italia Alex Cioni a fine luglio emergono però ulteriori problematiche. Il Comune riconosce infatti che il cantiere, dopo una pausa di “varie settimane”, è nuovamente operativo, ma soprattutto mette nero su bianco che, viste le attuali condizioni, i lavori non saranno terminati entro la scadenza contrattuale del 23 agosto.

"A questo punto la priorità deve essere di finire i lavori e consegnare lo stadio alla città nel più breve tempo possibile – spiega Alex Cioni –, anche se alla luce di quanto emerge dalla risposta del Comune, è legittimo chiedersi se l'impianto potrà essere realmente pronto e pienamente utilizzabile il 20 settembre, come annunciato dall'assessore Munarini. Lo dico non per fare polemica ma perché dietro questo cantiere non ci sono soltanto opere da terminare e scadenze contrattuali, ma atleti, ragazzi e società sportive che da mesi stanno pagando le conseguenze di questi ritardi. Ogni ulteriore settimana di attesa significa nuove difficoltà per chi utilizza e vive quotidianamente questo impianto".

L'Amministrazione comunale, nel riconoscere che il cantiere è rimasto fermo ancora per varie settimane e che, alla scadenza del 23 agosto, i lavori non saranno conclusi, elenca le opere che restano da completare: la posa del manto in gomma, che per forza di cose deve essere fatta con la bella stagione e la temperatura adeguata, il collaudo, le segnature, la posa delle attrezzature sportive e la sistemazione dell’area verde centrale, compresa la rimozione del pietrisco. La stessa Amministrazione ammette inoltre che la semina del prato dovrà essere rinviata alla stagione favorevole.
Per l’esponente di Fratelli d’Italia c’è poi un secondo aspetto sul quale è doveroso fare chiarezza, e riguarda il rapporto con l’impresa che ha accumulato questi ritardi.
“Il Comune – spiega Cioni – ci informa che il direttore dei lavori ha già contestato la situazione all'impresa con una PEC del 21 luglio, ma alla nostra domanda su quali iniziative siano state assunte nei confronti dell'azienda ci viene risposto che l'Amministrazione sta ancora valutando le azioni più adeguate. Capisco perfettamente che l'obiettivo principale debba essere di evitare ulteriori rallentamenti per arrivare celermente alla consegna dell'impianto, ma questo non può significare semplicemente subire i ritardi dell'impresa senza spiegare quali strumenti siano stati utilizzati per far rispettare gli impegni contrattuali. Non stiamo chiedendo a priori di aprire una guerra con l'impresa o di fare qualcosa che possa farci perdere altro tempo, però non è possibile che chi ha commesso degli errori non ne sia anche responsabile. Chiediamo quindi di capire quale sia la strategia dell'Amministrazione per arrivare rapidamente alla conclusione dei lavori e, contemporaneamente, tutelare la città rispetto a chi ha accumulato i ritardi. Sono due esigenze che secondo il nostro punto di vista devono necessariamente stare insieme”.

“Il nostro auspicio – conclude il capogruppo di FdI - è che l'Amministrazione riesca finalmente a chiudere questa vicenda che si protrae da troppo tempo. Da parte nostra continueremo a vigilare, senza pregiudizi ma anche senza fare sconti, perché dietro ogni ulteriore settimana di ritardo c’è chi si deve organizzare. Penso agli atleti che devono trovare alternative, ai giovani che vengono privati della possibilità di utilizzare uno degli impianti sportivi più importanti della nostra città, e alle loro famiglie, che devono a loro volta riorganizzare attività e impegni. È un disagio che non può essere considerato normale e che deve finire il prima possibile”.

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