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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

LETTERA APERTA. L'ANPI NON HA PIU' SENSO

di Alex CIONI

"​Tutto sarebbe più semplice se l’Anpi riconoscesse di essere un’associazione politica fra tante, esprimendo liberamente le proprie posizioni, senza pretendere di rappresentare ancora oggi la Resistenza”.
A sostenerlo non è ​​Ignazio La Russa ma Arturo Parisi, ex leader dei Democratici prodiani, tra i fondatori del Pd ed ex ministro della Difesa del governo Prodi.
Per come la vedo io l'Anpi è un'associazione combattentistica solo sulla carta che ha esaurito il suo ruolo storico.
Oggi l'Anpi è già ​nei fatti ​una delle tante associazioni politiche della galassia di sinistra radicale che annualmente gode di un cospicuo finanziamento pubblico celato dietro la memoria storica della Resistenza.
Sarebbe ora di finirla con questi privilegi grazie ai quali l'Anpi mantiene su di sé le redini di una memoria volutamente divisiva e strumentale brandita come un se fosse un plotone di esecuzione.
E' del tutto evidente che l'Anpi ha tutto l'interesse di mantenere vivo un clima di costante "guerra civile", ovvero di divisione in buoni e cattivi, dove loro, manco a dirlo, sono i buoni.
In questo modo giustifica la propria esistenza e i cospicui contributi pubblici che riceve.
A quasi ottant'anni dalla fine della guerra civile non sarebbe invece arrivato il momento di dismettere l'odio​ partigiano​ e un atteggiamento di perenne rivalsa?
Come disse l'ex ministro della Difesa Arturo Parisi, "l’Anpi dovrebbe trasformarsi a tutti gli effetti in un’associazione fra le tante. Non più ‘la’ associazione che per eccellenza rappresenta la Resistenza perché su quello ha esaurito la sua ragione sociale. Semplicemente per compimento".​
Io, e ho motivo di credere moltissimi italiani stanchi di polemiche passatiste, condivido il punto di vista di Parisi.​
Basta soldi all'Anpi!
Basta con il 25 aprile monopolizzato dall'Anpi!

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