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SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...

CAMPAGNA ELETTORALE, IL CONSIGLIERE COMUNALE ALEX CIONI REPLICA AL SINDACO DI SCHIO VALTER ORSI



Intervento in risposta all’intervista al sindaco di Schio pubblicata da AltoVicentinonline... 
 
Ha ragione il sindaco di Schio quanto dice che Draghi avrebbe dovuto rimanere al governo fino a fine legislatura ma non per gli stessi motivi espressi dal sindaco. Draghi non è stato licenziato, si è di fatto congedato da solo dalle sue responsabilità. Altrimenti non sarebbe intervenuto in parlamento con quei toni categorici che hanno messo al muro le forze politiche della maggioranza che lo sostenevano: “o fate quello che dico io o fate da soli” disse in sostanza il presidente del consiglio. La realtà quindi è un’altra. Draghi ha scelto coscientemente di abbandonare la nave nella tempesta scaricando il peso dei problemi a chi verrà dopo di lui. Altro che statista come viene definito dai rampolli dei circoli confindustriali italici.
Orsi ha indubbiamente ragione invece nell’evidenziare i problemi che gli amministratori locali dei comuni sono chiamati ad affrontare puntando il dito su quei politici del territorio che una volta diventati onorevoli deputati e senatori se ne sono perse le tracce. Mi unisco quindi all’appello del sindaco rivolgendomi a coloro che tra un mese saranno eletti in parlamento affinché i parlamentari ricoprano pienamente il ruolo che sono chiamati a rappresentare mettendosi interamente a disposizione del territorio dal quale provengono. Già questa sarebbe una piccola positiva rivoluzione se consideriamo, fra l’altro, che la modifica del numero dei parlamentari voluta dagli italiani ha prodotto una riduzione importante dei rappresentanti eletti territorialmente.

Il sindaco di Schio ha ragione anche quando critica una campagna elettorale che al momento è un eufemismo definire noiosa e a tratti stucchevole.
Sparare però nel mucchio non mi sembra un approccio corretto. 
Se la campagna elettorale è scivolata, almeno in questa prima fase, su questioni di lana caprina, vanno individuati i responsabili che stanno soprattutto nel centrosinistra.
Sono loro a rifiutare un confronto con Giorgia Meloni sui temi strategici per buttarla quotidianamente in rissa con il prezioso supporto del mainstream e del cosiddetto star system tricolore composto da attricette, influencer social e qualche cantante ormai dimenticata. Un giochetto stantio che a mio avviso non pagherà e che anzi riconoscerà maggiori consensi a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia.
Torno su Draghi menzionando le parole dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga; uno che alla pari di un Andreotti di intrighi di palazzo e cose italiche qualcosa ne sapeva: “È un vile, un vile affarista non si può nominare presidente del Consiglio dei Ministri chi è stato socio della Goldman & Sachs, grande banca d’affari americana. E male, molto male, io feci ad appoggiarne, quasi a imporne la candidatura a Silvio Berlusconi, male molto male. È il liquidatore dopo la famosa crociera sul “Britannia” dell’industria pubblica, la svendita dell’industria pubblica italiana quand’era direttore generale del tesoro e immaginati che cosa farebbe da presidente del Consiglio dei Ministri svenderebbe quel che rimane: Finmeccanica, l’Enel, l’Eni e certamente i suoi ex comparuzzi di Goldman & Sachs”.
Parole espresse nel 2008 e che risuonano ancora oggi come un avvertimento che un anno e mezzo fa venne purtroppo inascoltato.
 
Alex Cioni 
consigliere comunale di Schio

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