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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Immigrazione, cardinale nigeriano attacca papa Bergoglio

ARINZE A BERGOGLIO: “Basta con l’immigrazione. Basta incentivare le partenze”

Lo chiamano il Papa nero, e in questi giorni è sbottato sugli interventi a raffica di Papa Bergoglio e del suo codazzo curiale. Smaccatamente di sinistra che fanno  politica tutti i giorni invece di predicare la diffusione del Vangelo, incoraggiando l’immigrazione clandestina. 
Il cardinale Francis Arinze, ottantaseienne, è uno dei cardinali dell’ordine dei Vescovi ed è tra gli attuali 6 titolari delle Chiese suburbircarie di Roma insieme  a  Angelo Sodano, Ostia – in quanto Decano del Collegio Cardinalizio – e Albano; Tarcisio Bertone, Frascati; Josè Saraiva Martins, Palestrina;Giovanni Battista Re – SottoDecano – Sabina-Poggio Mirteto e Francis Arinze, Velletri-Segni. Così chiare le parole del Papa Nero Cardinale Francis Arinze:“Gli europei devono smetterla di incoraggiare la partenza dei giovani africani. L’Africa ha bisogno di loro”.
Parole sante che abbiamo letto in un’intervista pubblicata dal “Catholic Herald” la scorsa settimana, dove il cardinale nigeriano Francis Arinze (nella foto), in passato considerato uno dei principali candidati al papato, ha affermato che quando i paesi africani perdono i loro giovani a causa della migrazione, perdono coloro che possono  costruire il proprio futuro.E ancora: “Il miglior modo in cui i paesi dell’Europa e dell’America possono aiutare l’Africa non è incoraggiando i giovani a venire in Europa facendogli pensare all’Europa come un paradiso – un luogo dove il denaro cresce sugli alberi – ma aiutando i paesi da dove vengono”, ha affermato il cardinale 86enne.
“ È meglio che qualcuno rimanga nel proprio paese e lavori lì”, afferma, pur riconoscendo che ciò non è sempre possibile. Ha anche detto che i capi di governo nei paesi africani con alti tassi di emigrazione dovrebbero esaminare la loro coscienza per determinare perché così tante persone lasciano i loro paesi. 
“Ogni governo ha bisogno di determinare quante persone può ospitare”, ha detto il cardinale. “Non è teoria. È un dato di fatto “, ha detto Arinze. “Dov’è il futuro dei giovani africani: lavoro, vita familiare, cultura, religione? Bisogna pensare a tutto ciò. Accoglierli senza dar loro prospettive non è la soluzione”. “Quindi queste sono aspetti che dobbiamo prendere in considerazione quando menzioniamo la parola ‘migrante’”, afferma il papa nero Francis Arinze.
All’intervento del cardinale Arinze si aggiunge la sacrosanta storia del profugo cantante che con il suo “Non emigrate” convince gli africani a non partire.  Abdul Embalo, 27 anni, cantante del Gambia   ha fatto il viaggio della speranza ma ha scelto di rimpatriare. Oggi scrive canzoni per disincentivare l’emigrazione. 
Lo ha fatto con l’aiuto dell’associazione Mani Tese di Torino. Intervistato dal Corriere della Sera  ha detto: “Dobbiamo riflettere e capire che non è un nostro desiderio perdere la vita in un gioco, dobbiamo guardare alla nostra Africa. Ho avuto questa ambizione che mi ha portato a diventare immigrato clandestino… ma se avessi saputo non sarei mai partito. Mi chiedo se è davvero il mio destino scappare dalla polizia, cucinare nella stessa stanza in cui dormo, non avere una doccia e neppure la colazione. E quindi caro fratello, l’immigrazione clandestina non è la soluzione». Parole che vengono da un diretto interessato del popolo migrante, lo stesso popolo che viene invece incoraggiato da Papa Bergoglio e compagni  a sbarcare nei porti d’Italia; il cantante del Gambia nelle sue canzoni, a ritmo di musica pop prova a convincere gli africani a restare in Africa perché, come dice lui, “l’immigrazione non è la soluzione”. 

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