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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

CIONI DENUNCIA ZUCKERBERG CHE GLI CANCELLA IL PROFILO SOCIAL SENZA ALCUNA SPIEGAZIONE/VIDEO


SECONDO CIONI COSI' VIENE VIOLATO L'ART. 21 DELLA COSTITUZIONE

"Da sabato mattina il mio profilo personale attivo da dieci anni è stato arbitrariamente disattivato in modo permanente senza alcuna spiegazione, cancellando anni di lavoro oltre che di ricordi personali -racconta Alex Cioni. Inutile dire che questa carognata, tra l'altro messa in atto in piena campagna elettorale, è la coerente conseguenza di una manovra liberticida provocata dalla segnalazione sistematica di agenti provocatori al servizio della peggiore sinistra intollerante e multirazzista come di talune ong come Avaaz a libro paga dello speculatore finanziario George Soros".
Una ong tutt'altro che sopra le parti, visto che un anno fa i suoi attivisti invitavano a votare contro la coalizione di centro-destra data per vincente in tutti i sondaggi. Così scrivevano sulla loro pagina facebook: "La coalizione Berlusconi Salvini Meloni è quasi maggioranza. Maggioranza. Ma possiamo fermarli, basta votare per il candidato con più possibilità di battere la destra nel tuo collegio. Il quattro marzo vota con la testa”.
Alex Cioni non ha intenzione di lasciare correre la questione, tanto da essere in procinto di presentare una denuncia avvalendosi tra l'altro di una sentenza del tribunale di Pordenone dello scorso dicembre con la quale il giudice ha dato ragione ad un utente che si era visto disattivare e cancellare il profilo. "Facebook ormai non è più solo una piattaforma privata -spiega Cioni-, visto che la sua valenza politica e sociale a livello globale è ampiamente riconosciuta da studi e persino da sentenze. Come tale, quindi, non può più arbitrariamente decidere, fatte salve conclamate e motivate violazioni della propria policy".
A Cioni risulta evidente la sussistenza di un “disegno ben preciso mirato a cancellare le voci dissonanti rispetto ad una narrazione minoritaria ma dominante che trova per l'appunto il sostegno dei poteri forti e l'ausilio di buona parte del sistema mediatico propedeutico ad indirizzare l'opinione pubblica verso un unico filone di pensiero". 
 
 

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