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SUI CENTRI SOCIALI DI VICENZA E SCHIO, I DUE SINDACI SIANO PIU' CORAGGIOSI

VICENZA, CENTRO SOCIALE BOCCIODROMO COME ARCADIA DI SCHIO. LA DOMANDA DA PORSI NON E' SE SONO ABUSIVI MA PER QUANTO TEMPO LE RISPETTIVE AMMINISTRAZIONI COMUNALI SUBIRANNO L'ABUSO"       di Alex CIONI

Ai gestori del centro sociale Bocciodromo di Vicenza, come per il centro sociale Arcadia di Schio, è stato concesso uno spazio di proprietà pubblica per promuovere iniziative senza scopo di lucro e con la prescrizione che le iniziative non abbiano alcuna finalità di tipo politico.
Non facciamo affermazioni campate in aria, dato che per quanto riguarda il centro sociale scledense, il contratto d’affitto in nostro possesso, chiarisce questo aspetto senza deroghe fantasiose o interpretazioni astruse. Infatti, all’art. 3, si legge chiaramente che “l’immobile identificativo viene locato (…) per attività associative di animazione culturale e sociale consentite dalla legge”. Punto.
Ciò premesso, abbiamo motivo di ritenere che per il Bocciodromo di Vicenza sono stati previsti i medesimi vincoli contrattuali sottoscritti a Schio. Ragion per cui, usufruire di una struttura pubblica ottenuta attraverso canali "privilegiati", tipici di coloro che sono impegnati in attività socio-culturali o sportive, come base di organizzazione o di promozione di manifestazioni di natura politica, deve essere letto senza se e senza ma come una violazione palese ed oggettiva della concessione in uso descritta nel contratto di locazione.
Per coloro che non avessero chiaro il concetto, ecco un esempio semplice. Facciamo conto di essere un’associazione sportiva che si dedica alla promozione del gioco del biliardo. 
Su nostra richiesta riceviamo in concessione un locale del Comune da utilizzare come sede dell’associazione e per iniziative ludiche connesse al biliardo. Nel contratto vengono precisati i vincoli entro i quali dobbiamo rimanere per l’utilizzo del locale concesso, tra l’altro, ad un canone di affitto agevolato, quando il medesimo locale nel mercato privato l’avremmo pagato quanto meno il doppio. Poi, però, facciamo i furbi e il locale non lo utilizziamo in maniera esclusiva per giocare a biliardo e per le attività connesse alla pratica sportiva, ma altresì per incontri di natura politica e come base logistica di una rete di gruppi impegnati quotidianamente nell’attivismo politico. Siamo insomma un circolo del biliardo ma organizziamo anche cortei, proteste, sit-in e dibatti politici, entrando quotidianamente nell'agone politico locale e nazionale come qualsiasi altra forza politica.
Bocciodromo e Arcadia hanno fatto proprio come questa ipotetica associazione del biliardo, quindi stando così le cose, la domanda da porsi non è tanto se stanno violando o meno il contratto sottoscritto, ma per quanto tempo ci sarà un’amministrazione comunale disposta a subire quello che si manifesta come un vero e proprio abuso.
L’aspetto politico dei due centri sociali è evidente e rappresenta la sostanza della vertenza in corso, perciò la revoca delle concessioni sarebbe sacrosanta e permetterebbe ad altre associazioni che si occupano veramente di cultura, di sport o di biliardo, di offrire finalmente alla cittadinanza degli spazi che siano finalmente aperti a tutti, mentre al momento rimangono dei luoghi chiusi ad uso esclusivo di una parte politica. 
Rucco e Orsi, non abbiate paura: fate quello che è giusto in coerenza con le battaglie sostenute quando eravate dei semplici ma autorevoli consiglieri di opposizione.

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