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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

Decreto Salvini. Da sinistra critiche ideologiche e ipocrite che non tengono conto dei danni fatti dai loro governi/VIDEO

 
MIGRANTI, IL SINDACO DI SANTORSO CONTRO IL DECRETO SALVINI APPROVATO IN PARLAMENTO. ALEX CIONI, COMITATO PRIMANOI: BALZI MENTE SAPENDO DI MENTIRE

Il Sindaco di Santorso Franco Balzi attacca il decreto Salvini su sicurezza e immigrazione denunciando il rischio di un aumento dei “clandestini che andranno a pesare sui Comuni”, ma il portavoce del comitato PrimaNoi Alex Cioni, che in questi anni ha costruito un fronte di opposizione all’accoglienza dei migranti economici “travestiti da profughi”, accusa il sindaco di “mentire sapendo di mentire” o, per essere più gentili, di “non aver letto con attenzione la normativa”.
Il comitato, in particolare, smentisce che il sistema Sprar sia stato depotenziato. “La rete è nata proprio per accogliere i profughi e coloro che hanno diritto alla protezione internazionale. Negli ultimi anni, sulla spinta dei flussi che tutti conosciamo, la sinistra ha snaturato la sua funzione originaria per trasformarla in un albergo diffuso per chiunque facesse domanda di asilo, quindi anche per quei millantatori giunti clandestinamente come i migranti economici che rappresentavano mediamente oltre il 60% dei richiedenti asilo”.
Contrariamente da quanto sostiene Balzi,
“la rete Sprar è stata pensata esclusivamente per favorire il processo di integrazione e di inserimento lavorativo e sociale dei rifugiati, non per divenire un centro di prima accoglienza per i migranti economici, cioè per tutti quei soggetti che in questi anni hanno millantato status fasulli pur di farsi pagare il vitto e l’alloggio dai contribuenti italiani”.
Pure sull’abolizione del permesso umanitario il comitato PrimaNoi non è d’accordo con il sindaco orsiano. Il giro di vite sui permessi umanitari introdotti dal Governo Prodi nel 1998 rappresenta “una necessità organica nel processo di riequilibrio normativo messo in atto dal ministero dell’Interno propedeutico a disincentivare il flusso di immigrazione illegale, recependo in questo modo la Convenzione di Ginevra del 1951 che prevede, altresì, l’espulsione di quei richiedenti asilo che commettono reati anche se la domanda di asilo non ha completato l'iter”.
Pur tuttavia, secondo Cioni, forse si poteva fare di più. “E’ noto che buona parte dei ricorsi arrivati in tribunale abbiano trovato spesso accoglimento, sconfessando le decisioni delle commissioni ministeriali, come se i giudici avessero a disposizione strumenti diversi e migliori delle commissioni per stabilire chi ha diritto o meno a qualche forma di protezione”.
Il comitato quindi sostiene il decreto Salvini votato in Parlamento e accusa la sinistra di reagire “ideologicamente e scompostamente ad una serie di norme atte a mettere ordine al caos degli ultimi anni creato proprio dai suoi governi che in sede europea sono arrivati addirittura a cedere sovranità sui migranti in cambio di una maggiore flessibilità sui conti economici. “L’immigrazione è un fenomeno che va governato con risolutezza – conclude Alex Cioni - rifiutando energicamente la logica del Global compact per il quale emigrare è un diritto, eliminando così ogni distinzione fra chi emigra per un pericolo concreto o chi emigra per motivi economici”.

 

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