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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

Questa Europa non vale una Lira

FDI-AN CONFRONTA POTERE DI ACQUISTO LIRA/EURO IN MERCATO A ROMA. PRESENTE ALBERTO BAGNAI


Blitz di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale nel mercato rionale di via Corinto a Roma. Militanti e simpatizzanti del movimento politico guidato da Giorgia Meloni hanno allestito questa mattina un banco di prodotti alimentari e messo a confronto il potere di acquisto dell’euro e della lira. Presente all’iniziativa anche Alberto Bagnai, economista e professore associato di Politica economica all'Università "Gabriele D'Annunzio" di Pescara.
«Dall’ingresso dell’euro ad oggi il potere di acquisto delle famiglie italiane si è sostanzialmente dimezzato, mentre i salari degli italiani purtroppo non sono aumentati alla stessa maniera. Crediamo che restare nell’euro a queste condizioni non convenga all’Italia, perché sta affamando il nostro popolo e sta arricchendo quello tedesco e non possiamo stare in una moneta che fa il gioco di qualcun altro. Abbiamo provato a batterci per una riforma della Bce ma non ci sono i margini perché la Germania non lo consentirà mai. Noi non abbiamo mai fatto una moneta unica: abbiamo preso il marco tedesco e gli abbiamo cambiato nome e la nostra moneta ora fa gli interessi di un'unica nazione in Europa». Ha spiegato il presidente di FdI-An, Giorgia Meloni.

«Il vero problema dell'euro è racchiuso nel suo stesso logo: dietro al simbolo dell'euro, infatti, c'è la bandiera dell'Europa e l'Europa non è uno Stato. Una moneta che alle spalle non ha nessuno Stato la espone a essere gestita in un modo che non risponde a nessuna esigenza delle democrazie e che compongono l'eurozona - ha spiegato Bagnai -. La Bce non si può modificare perché  dovrebbe fare politiche più espansive per sostenere l’occupazione ma allora ci sarebbe fatalmente un po’ più di inflazione in Europa. Sappiamo benissimo, e ce lo dicono persino i giornalisti tedeschi che vengono a sorvegliare i nostri talk show, che gli interessi di un creditore e quelli di un debitore sono molto diversi: il creditore vuole rivedere indietro una moneta forte, al debitore invece l’inflazione fa comodo perché restituisce una moneta un pochino più debole. Il problema per cui non si può fare una banca centrale diversa da quella che abbiamo è solo questo: perché con una stessa moneta la Banca centrale sarà governata dal Paese più forte fatalmente, che è la Germania, che non vorrà mai fare politiche espansive perché altrimenti di fatto trasferirebbe ricchezza ai Paesi poveri. Cosa che non vuole fare. È un dato di fatto, accettiamolo e separiamoci. Un divorzio è meglio di un uxoricidio», ha concluso Bagnai.

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