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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

SCHIO, BUONI SPESA. IL CONSIGLIERE COMUNALE ALEX CIONI PRESENTA UN ESPOSTO ALLA GUARDIA DI FINANZA PER CHIEDERE DELLE VERIFICHE SULLE ASSEGNAZIONI. INTANTO DALLE ANALISI DELLE RICHIESTE, EMERGE CHE PIU' DELLA META' DEI BUONI ASSEGNATI E' ANDATO A CITTADINI STRANIERI

Un esposto alla Guardia di Finanza di Schio sui 207 mila euro di buoni alimentari assegnati al Comune dal Governo.
A depositare la richiesta per l’avvio di una verifica sulla corretta assegnazione dei buoni, è stato il capogruppo in Consiglio comunale di SchioCittà Capoluogo – PrimaSchio Alex Cioni
“L’esposto – chiarisce l’esponente del Centro Destra - non è un atto d’accusa nei confronti di qualcuno, ma un passaggio che mi auguro possa appurare la regolarità delle assegnazioni. Se qualcuno invece ha fatto il furbo, profittando della eccezionalità del momento, è giusto che venga scovato e sanzionato ” – spiega Cioni.
Il consigliere fa sapere che ​dall’elenco di coloro che hanno presentato regolare domanda, è ​spuntato il nome del presunto falso ​cieco​ di origini sudanesi​,​ balzato alla ribalta delle cronache nazionali​ per l'inchiesta della Guardia di Finanza​. “Non ho gli strumenti per stabilire se la persona in questione avesse i titoli o meno per ottenere questo beneficio – spiega Cioni – il che mi ha dato un motivo ulteriore per inoltrare la richiesta di una verifica. Bisogna ricordare che i Servizi sociali avevano l’obbligo di assegnare i buoni spesa solo a coloro che a causa dell’emergenza sanitaria si sono trovati senza alcun tipo di reddito e con una liquidità nel conto corrente inferiore ai 5000 euro.
Se il Comune ha diffuso i numeri nudi e crudi delle domande giunte agli uffici, il consigliere comunale li ha esaminati più a fondo rilevando che la maggioranza delle richieste accolte sono state inoltrate da cittadini stranieri, in una città nella quale la componente allogena residente si aggira attorno al 10-12%.
“Un dato particolarmente importante che è giusto sia portato a conoscenza di tutti i cittadini di Schio. Dopodiché – precisa Alex Cioni – anche se in alcuni Comuni si è scelto di dare la precedenza ai cittadini italiani ed europei, penso che un pezzo di pane non si possa negare a nessuno, sempre che i buoni spesa siano stati usati correttamente per acquistare beni di prima necessità”.
Va ricordato che durante una recente videoconferenza con tutti i capigruppo, l’assessore al soviale Cristina Marigo, ha spiegato che la maggioranza delle domande arrivate in Comune appartengono a nuclei famigliari per lo più sconosciuti ai Servizi sociali.
Il consigliere scledense ritiene che “l’alta percentuale di stranieri beneficiari dei buoni spesa, fotografano una città al cui interno sussistono delle anomalie che il Covid ha probabilmente contribuito a portare alla luce. Sono situazioni di potenziale disagio sociale fino a ieri sconosciute che non vanno assolutamente sottaciute o minimizzate. Senza tenere conto che è tutt’altro che peregrino chiedersi – conclude Cioni - come e di cosa vivessero queste persone prima dell’emergenza sanitaria”.

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