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Nomadi in città: troppi scaricabarile. Tra regolamenti disattesi e minori senza monitoraggio, serve una regia politica

S i riaccende il caso della presenza dei nomadi in città. Negli ultimi mesi tra 8 e 10 camper hanno ripreso a stazionare stabilmente in Piazzale Pubblici e Spettacoli e nel parcheggio di via Istria, nelle vicinanze del complesso di Porta Venezia. Una situazione che ha generato numerose segnalazioni da parte dei residenti, preoccupati per le condizioni di degrado, l’abbandono di rifiuti, l’utilizzo improprio delle aree verdi e una generale mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. A riportare il tema al centro del dibattito politico sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari, che nelle ultime settimane hanno presentato tre interrogazioni rivolte al sindaco Cristina Marigo, titolare delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Sicurezza Urbana. “Continuiamo a ricevere le comprensibili proteste dei nostri concittadini, costretti a convivere con la presenza ormai stabile di quelli che io definisco diversamente stanziali, giusto per non chiamarli zingari, t...

Terrorismo. Anche a Vicenza le barriere anti sfondamento


PRIMANOI, SONO CONTRARI AI MURI POI RIEMPIONO LE CITTA' DI BARRIERE


Dopo i recenti attentati che hanno colpito l’Europa, diverse città italiane, Genova, Milano, Firenze, Roma e Napoli, solo per citarne alcune, hanno provveduto ad installare dei dispositivi antiterrorismo, come ad esempio fioriere antisfondamento e barriere in cemento, per garantire la sicurezza dei pedoni nei luoghi più frequentati della città. E ieri le barriere Jersey hanno fatto la loro comparsa anche a Vicenza, in viale Roma, nella zona di Campo Marzo, a protezione dell’area in vista della festa dell’8 settembre.

E oggi, proprio in merito all’installazione, a Vicenza, dei dispositivi di sicurezza a tutela dei cittadini, è intervenuto, con una riflessione, il portavoce del comitato di cittadini PrimaNoi, Alex Cioni. “Coloro che sostengono la politica dell’accoglienza degli immigrati – ha esordito – e che si oppongono ai muri e ai controlli serrati alle frontiere, che sarebbero propedeutici a regolare i flussi migratori secondo le normative nazionali, sono gli stessi che riempiono le nostre città di barriere New Jersey in cemento armato, contribuendo alla psicosi collettiva, e che promuovono regolamenti di polizia urbana al limite del ridicolo”.

“Nel frattempo – ha proseguito Cioni – siamo da anni sotto la supervisione del grande fratello, di sistemi di video sorveglianza, senza contare i controlli paranoici negli aeroporti, nelle stazioni e nei luoghi sensibili, ma non siamo in grado di tenere a bada i sedicenti profughi che bivaccano nei parchi e nei viali delle nostre città. Qualcosa non torna, o forse sì. Le regole, anche quelle più ridicole, sono applicabili solo per gli italiani, mentre il resto dell’universo mondo se ne frega, consapevole del fatto che in Italia non esiste un’autorità degna di tale nome”. fonte

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