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SCHIO. Cioni (FdI): “Bene la vigilanza privata, ma servono Carabinieri e Guardia di Finanza operativi. Furti con destrezza in aumento: dati preoccupanti”/video

“ P rendiamo atto positivamente di questo scatto in avanti della Giunta Marigo. Solo poche settimane fa, quando denunciavamo il crescente degrado e i problemi di sicurezza, dai banchi della maggioranza ci veniva contestato di fare ‘terrorismo’. Oggi la stessa amministrazione decide di rafforzare i controlli, arrivando a impiegare anche la vigilanza privata” – esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, replicando al Sindaco di Schio sul tema della sicurezza urbana. “È un’inversione di rotta che accogliamo con favore. Il nostro obiettivo non è mai stato alimentare sterili polemiche, ma affrontare i problemi e fare tutto il possibile per arginarli: il degrado urbano e la sicurezza dei cittadini vengono prima di qualsiasi contrapposizione politica.” “È chiaro che quanto avviato dal Comune è solo un primo passo, ma va nella direzione giusta. La vigilanza privata deve essere un supporto aggiuntivo, non sostituire l’obiettivo di rendere progressivamente strutturale la presenza ...

Movimento 9 dicembre, l'arte dell'improvvisazione


INTANTO NEGLI ITALIANI PREVALE LA RASSEGNAZIONE DELLA DISPERAZIONE
Dalla esasperazione alla rassegnazione, questo è il sentimento che percepisco ogni giorno di più chiacchierando con le persone o ascoltando inavvertitamente il vox populi tra una tazzina di caffé al bar o stando nei pressi di una bancarella al mercato.
Ad un anno dai presidi iniziati il 9 dicembre del 2013 pare rimanga solo la rassegnazione che nulla possa cambiare o che ‪Matteo Renzi‬ sia l'ultima ancora di salvezza cui aggrapparsi. Siamo messi bene!.
Nel frattempo stamani sono ricomparsi i presidi che si rifanno al movimento "9 dicembre" ma in esso non v'è più la spinta popolare che per certi versi ebbe l'anno precedente perchè - al netto dei partecipanti che comunque non furono pochi - la vicinanza e l'empatia degli italiani verso i cosiddetti forconi, nonostante i disagi dovuti dai blocchi stradali, fu pressoché totale.
Ebbene, pur avendo partecipato al presidio vicentino, già allora rilevai una serie di incongruenze connesse agli obiettivi prefissi dagli organizzatori e a carenze organizzative abbastanza palesi.
A distanza di un anno dai primi presidi una costola del movimento ci riprova ma nel frattempo sono emerse in modo chiaro quelle lacune tipiche di ogni movimento che non ha saldi punti di riferimento anche in termini di Uomini.
Inevitabilmente, mancando questi punti di riferimento, anche nel movimento "9 dicembre" sono deflagrate come una bomba quei contrasti che si fondano molto sulla scarsa caratura degli individui che si improvvisano capi popolo, ma anche una buona dose di confusione sulle linee guida da perseguire, associata ad una improvvisazione occultata da spontaneismo: il che è la dimostrazione palese che per guidare le masse - oggi rassegnate e disilluse da proclami tanto roboanti quanto grotteschi - non bastano le condizioni sociali ottimali ma una strategia chiara e uomini guida che siano tanto capaci di intercettare quanto di incanalare la rabbia delle persone. Meglio quindi lasciare perdere piuttosto che fungere da inutile valvola di sfogo di una rabbia che non basta nemmeno a se stessa.
Oggi come ieri nonostante gli attori siano in parte cambiati non mi pare invece sia cambiata molto la sostanza delle cose, ma non per questo mi esimerò dal visitare i presidi vicentini per provare almeno a cogliere gli umori dei partecipanti, i quali, se non altro, hanno il merito di aver compreso che ad essere salvata è l'Italia tutta, altrimenti si limiterebbe ad uno sfogo funzionale alle pulsione indipendentiste di qualche listarella camuffata (vedi la Life in Veneto), mentre l'instabilità sociale che ha raggiunto livelli mai visti dal dopoguerra si acuirebbe colpendo tutti, Veneti o Siculi. Tuttavia, per amore di verità, va detto che questa edizione del 9 dicembre, seppur tricolore, sempre di uno sfogo si tratta: tanto è vero che invece di discutere di marcia su Roma per andare a prendere per gli stracci i tanti buffoni che impoltroniscono nei Palazzi del potere, siamo qui ad assistere impotenti e assuefatti al marcio su Roma capitale.


Alex Cioni

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