Schio, Marigo vende la rete del gas comunale: approvata la delibera della maggioranza. Bocciate le garanzie proposte da Fratelli d’Italia
Il Consiglio Comunale di Schio ha approvato ieri sera la delibera che autorizza la vendita della rete e degli impianti di distribuzione del gas naturale di proprietà comunale, per un valore stimato di circa 8,7 milioni di euro, nell'ambito della prossima gara d'ambito ATEM Vicenza 3. Il provvedimento è passato con i soli voti della maggioranza. Fratelli d'Italia ha votato contro. Il centrosinistra si è astenuto.
Prima del voto, il gruppo di Fratelli d'Italia - con la cofirma dei consiglieri Anna Nardi e Alberto Bertoldo del gruppo misto - aveva depositato un emendamento che chiedeva quattro garanzie precise: il ritorno obbligatorio al Consiglio Comunale qualora ARERA modificasse il valore stimato, il vincolo degli oltre 8 milioni derivanti dalla vendita a grandi opere pubbliche strategiche attraverso un percorso di confronto preventivo nelle Commissioni e nella Conferenza dei Capigruppo, criteri nel bando a tutela degli utenti sul fronte tariffario e la verifica che la procedura fosse fondata su valori certificati per tutti i Comuni dell’Ambito. L’emendamento ha ricevuto il sostegno del centrosinistra ma è stato respinto dalla maggioranza.
Alex Cioni, capogruppo di Fratelli d’Italia, commenta l’esito della serata: “La maggioranza ha scelto di vendere un patrimonio pubblico costruito dagli scledensi in decenni senza un adeguato approfondimento politico e strategico e sulla base di un valore che ARERA non ha ancora certificato. Avevamo offerto loro la possibilità di farlo almeno con un minimo di garanzie: hanno detto no. Questo è il vero fatto politico della serata. Non è una questione tanto di numeri ma di metodo, di trasparenza e di rispetto verso i cittadini. Il voto contrario nostro alla delibera, quello del gruppo misto e l’astensione del centrosinistra dimostrano che, su una scelta patrimoniale di questa portata, la maggioranza non è riuscita a costruire alcuna convergenza oltre ai propri numeri”.
Sul tema delle tariffe, il sindaco Marigo ha dichiarato in aula che nel bando verrà inserita una clausola di "premialità" legata all’efficienza tariffaria. Cioni spiega che il tema delle tariffe è reale: “Lo sosteniamo dall’inizio, ma esiste una differenza enorme tra una promessa orale formulata a delibera ormai approvata e una clausola formalmente inserita nell’atto. Noi quella clausola l’avevamo proposta nero su bianco nel nostro emendamento. La maggioranza ha votato contro”.
L'esponente di FdI torna quindi sul tema della destinazione dei proventi, punto centrale dell’emendamento bocciato: “Avevamo chiesto che gli oltre 8 milioni ricavati dalla vendita di una rete che appartiene agli scledensi non finissero dispersi in mille rivoli ma fossero destinati a una grande opera pubblica strategica, attraverso un processo di scelta trasparente che passasse per le Commissioni consiliari e la Conferenza dei Capigruppo. La maggioranza ha respinto anche questo. Il risultato è che un’entrata straordinaria di questa dimensione potrà essere gestita senza criteri preventivamente condivisi dal Consiglio e dalla città, trasformando di fatto un patrimonio costruito dagli scledensi in una disponibilità finanziaria utilizzabile dalla Giunta come un bancomat. Questo non va bene”.
“Noi comunque non ci fermiamo qui - conclude il capogruppo Cioni. Seguiremo attentamente l’iter della certificazione ARERA e, se il valore finale dovesse risultare inferiore rispetto alla stima della perizia, ne chiederemo conto alla Giunta, che oggi potrà gestire eventuali rideterminazioni del valore senza un nuovo passaggio obbligatorio in Consiglio. Controlleremo inoltre la pubblicazione del bando per verificare se la promessa sulle tariffe diventerà una clausola reale e seguiremo ogni aggiornamento del Piano Triennale delle Opere Pubbliche per capire dove andranno quei soldi. La maggioranza si è assunta una responsabilità politica enorme. Ne risponderà davanti ai cittadini di Schio”.

