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SICUREZZA A SCHIO, FDI DEPOSITA UNA MOZIONE PER UN PIANO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DEL TERRITORIO. IL 30 SETTEMBRE SECONDO “PRESIDIO CIVICO” ALLE FONTANE

Cioni: “Basta inseguire il degrado e i balordi, serve passare a un piano strutturale con più controlli, coordinamento tra le forze dell’ordine, prevenzione e maggiore attenzione al decoro urbano” L e criticità emerse negli ultimi mesi in diverse zone di Schio, e in particolare nel centro cittadino, mantengono alta l’attenzione sul tema della sicurezza urbana, che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia continua a tenere al centro del dibattito cittadino. Tra luglio e agosto sono stati numerosi i fatti accaduti, dalle segnalazioni relative a bivacchi e risse tra immigrati, al disturbo della quiete pubblica e a situazioni di degrado ormai incancrenite, che hanno interessato diverse aree della città. Alla luce di questo quadro, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha depositato una mozione (clicca qui) proponendo l’adozione di un vero e proprio piano straordinario per la sicurezza e il decoro urbano, superando una logica fatta prevalentemente di interventi emergenziali e puntando ...

Escalation di furti e rapine. Quasi sempre sono stranieri


PRIMANOI, ESISTE UNA RELAZIONE TRA CRIMINALITA' E IMMIGRAZIONE. STIAMO LAVORANDO ALLA CREAZIONE DI UNA RETE TRA CITTADINI PER ATTIVARE IL CONTROLLO DI VICINATO

Nel pomeriggio di ieri c'é stato a Schio un tentativo di rapina a mano armata sventato da un coraggioso cittadino (sembra che la pistola fosse finta), in serata sempre a Schio è stato rapinato il titolare del bar Scledum da tre nordafricani che l'hanno colpito in pieno volto con una bottiglia, mentre la settimana scorsa ancora a Schio è stata aggredita e rapinata una signora di 83 anni, anch'essa finita in ospedale e ricoverata per una notte a causa di un taglio alla testa e una botta all'anca.
"Questi sono solo gli ultimi fatti di cronaca più gravi denunciati in questi giorni che fanno emergere un quadro poco rassicurante sul fronte della sicurezza nell'alto vicentino e in particolare a Schio" -denunciano gli esponenti del comitato di cittadini PrimaNoi.
Il comitato, nel sottolineare una "generale e crescente preoccupazione verso l'escalation di furti e rapine" in tutto l'alto vicentino, annuncia che sta lavorando per la presentazione di un progetto che si propone di affiancare le forze dell'ordine nel controllo del territorio.
"Da pochi giorni abbiamo aperto una pagina Facebook per raccogliere notizie ma sopratutto per attivare una rete tra cittadini" -spiega il portavoce Alex Cioni. "Riteniamo di vitale importanza non lasciare alle sole forze dell'ordine il controllo del territorio, le quali purtroppo si ritrovano ad operare in precarie condizioni per la scarsità di uomini, mezzi e risorse".
L'intenzione di PrimaNoi è di creare le condizioni per "costruire un rapporto tra cittadini che rientri in un insieme di valori di cui la sicurezza è uno dei pilastri senza la quale viene meno anche la stessa libertà". Per entrare nel concreto, la proposta del comitato è di "attivare dei gruppi territoriali di quartiere che sviluppi il tema del controllo del territorio attraverso una rete tra vicini di casa che si occupi nel prestare attenzione non solo al proprio giardino ma anche di chi ti abita accanto".

L'dea del comitato non è di mettere in campo delle ronde, "anche se non lo possiamo escludere" precisa Cioni, ma di portare nel territorio un'esperienza che già esiste e si rifà al "controllo di vicinato". "Esperienza che ha già avuto buoni riscontri in altre situazioni simili alla nostra e che - conclude Cioni può funzionare anche nell'alto vicentino se i cittadini sono disponibili a collaborare tra loro ritornando ad un sistema di relazioni che riaccenda anche nei rapporti umani quel sentirsi appartenenti ad una comunità e non più solo degli individui spesso sconnessi dalla realtà circostante".
L'altro dato incontrovertibile secondo PrimaNoi che dovrebbe far riflettere le autorità politiche è la "evidente relazione tra alcune tipologie di crimini e alcune fasce di cittadini stranieri. "Un elemento oggettivo -conclude il portavoce Alex Cioni- che non va sottovalutato o edulcorato con analisi sociologiche tipiche di chi per questioni ideologiche nega anche l'evidenza dei fatti".

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