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Il controllo di vicinato cresce in tutti i quartieri Cioni (FdI): "Il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini"

N egli ultimi giorni, anche alla luce dei nuovi episodi di furti e tentativi di intrusione registrati in diversi quartieri della città, torna di stretta attualità il tema della sicurezza partecipata e del controllo di vicinato, uno strumento civico che nel tempo ha dimostrato di essere un buon deterrente e un supporto all’attività delle forze dell’ordine. "Il controllo di vicinato è e deve restare un’iniziativa apolitica, nel senso che il progetto funziona proprio perché nasce dal basso e si fonda sulla collaborazione tra cittadini, al di là delle appartenenze partitiche" – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni. In coerenza con questo principio, nel 2020 il consigliere si è fatto carico di promuovere i primi incontri, coinvolgendo il referente locale dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, Giorgio Lotto, dando così avvio alla costituzione dei primi gruppi di controllo di vicinato sul territorio comunale. A distanza di quasi sei anni dalla nascita dei...

ECCIDIO DI SCHIO: BASTA CON LE POLEMICHE STRUMENTALI

Anche quest’anno ai primi di Luglio abbiamo assistito alle medesime strumentali polemiche scaraventate contro un gruppo di ragazzi colpevoli di aver voluto esercitare il proprio diritto (dovere) di depositare un mazzo di rose rosse per ricordare le vittime dell’eccidio di Schio.
Cercherò di farla breve (spero), perché chi negli anni ha voluto prestare attenzione non ha bisogno di ulteriori spiegazioni per comprendere lo spirito che ha caratterizzato l’iniziativa dei ragazzi della Giovane Italia. Tuttavia, non posso fare a meno di ribadire un paio di concetti che ritengo centrali in questa annosa vicenda, sperando che in futuro non ci sia più bisogno di intervenire
Punto primo. La signora Matilde Sella, in Salviato, ha dichiarato di non approvare quanto compiuto dai ragazzi della Giovane Italia la sera del 7 luglio, riproponendo come un disco rotto le parole del sindaco: “L’unico momento per ricordare i nostri morti è la messa organizzata in duomo”.
La nostra comunità politica ha sempre partecipato alla funzione religiosa e lo ha fatto anche quest’anno dopo la deposizione del mazzo di fiori alle ex carceri, pertanto perché contestare in modo così violento un gesto semplice, puro e impersonale, che per noi tutti è carico di un significato dai forti connotati trascendentali più che politici? 
Dobbiamo saper guardare oltre, ne sono così fermamente convinto da averlo sempre scritto, ma dobbiamo farlo nel rispetto di tutte le parti che in quel periodo si sono ferocemente contrastate, ricercando una sincera riconciliazione che non si limiti alla forma, quando anche ci fosse, o ad un mero esercizio di retorica, ma che si distingua soprattutto nella sostanza.

Vorrei tanto che il signor sindaco e la signora Sella mi spiegassero cosa c’è di così sovversivo e di pericoloso nel rituale della deposizione di un mazzo di fiori. Se ci sono dei distinguo, e ci sono, tanto che da parte mia non li ho mai nascosti, è altresì vero che la signora Sella non ha l’esclusiva della memoria. E nemmeno il sindaco della città! Altrimenti i fratelli Bogotto, cito per fare un esempio, li dovrebbero ricordare solo i parenti e non i comunisti che negli ultimi anni sono tornati a ricordarsi di loro.
Tra l’altro, questo ragionamento di una banalità sconcertante, ho cercato di spiegarlo anche durante la riunione di fondazione della nuova associazione creata dalla signora Matilde Sella, ma quando non c’è la volontà di ascoltare perché prevalgono altri (ri)sentimenti si finisce solamente con il parlare al vuoto.
E’ singolare comunque constatare che proprio chi si definisce democratico (io non ho bisogno di definirmi tale in ogni momento perché lo sono nei fatti), si prodighi cocciutamente ad ogni anniversario per contestare un libero esercizio di manifestazione del pensiero. Ma tant’è!

Punto secondo. La signora Matilde Sella e il signor sindaco sono a conoscenza che alcuni famigliari hanno partecipato alla deposizione dei fiori in biblioteca?! Tra questi era presente il signor Giorgio Ghezzo, noto per aver partecipato al cosiddetto “Patto di concordia” del 2005, tant’è che durante la l’ultima riunione dello storico “Comitato dei famigliari”, visto raggiunto l’obiettivo prefissato della posa della lapide, i partecipanti hanno deliberato di sciogliere l’associazione nominando nel contempo il signor Giorgio Ghezzo come portavoce e referente unico.
Insomma, voi che contestate a prescindere, volete forse dire che Ghezzo doveva chiedere l’autorizzazione al sindaco per portare dei fiori sotto la lapide che ha contribuito a posare? Suvvia! compagni, c’è un limite a tutto, anche alle vostre noiosissime contestazioni.

Voglio concludere con un paio di inviti spassionati.
In primis mi rivolgo ai miei colleghi di partito perché hanno contribuito ad accendere la miccia della polemica contestando l'iniziativa della Giovane Italia e la stessa presenza del Sottosegretario di Stato Stefania Craxi che avevo inviato alla deposizione dei fiori: in tempi di “anti-politica” mantenere un profilo rispettoso verso coloro che la vivono ancora disinteressatamente credendo nei propri valori, sopratutto quando non ci sono dei tornaconto più o meno redditizi, dovrebbe indurvi ad agire diversamente investendo nel futuro del partito proprio attraverso queste nuove generazioni. 

In secundis non posso fare a meno di lanciare una frecciatina a coloro che ad ogni piè sospinto si auto-definiscono democratici, proiettati per di più ad una visione liberale, come i compagni del Partito democratico: ebbene, mi rendo conto che la scuola comunista da cui provenite vi rende le cose un tantino complicate, ma sono assolutamente convinto che con più impegno e una buona dose di buona fede ce la potete fare anche voi. In caso contrario, se proprio non ci riuscite, sono a vostra disposizione per offrirvi qualche lezione. Gratuitamente si intende.
Avanti!


Alex Cioni 
Coordinatore vicario Pdl Schio

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